Corriere della Sera, 11 luglio 2026
Maggioranza, stallo sulle preferenze
La parola adesso passa all’Aula: l’esame della legge elettorale inizierà alla Camera martedì prossimo, il 14 luglio. E se la maggioranza ieri ha trovato l’accordo sul voto ai fuori sede, è ancora battaglia sulle preferenze. «Mi pare però che si stia andando verso una soluzione», taglia corto il capogruppo di FdI alla Camera, Galeazzo Bignami. E fiducioso appare anche il responsabile organizzativo del partito, Giovanni Donzelli: «Il centrodestra fino a oggi non si è mai diviso in nessuna votazione alla Camera o al Senato e non ho motivo di credere che finirà diversamente questa volta». Il leader di Nm, Maurizio Lupi, però non si nasconde: «La discussione è in essere, noi e FdI siamo per l’introduzione delle preferenze e stiamo confrontandoci con la Lega e Forza Italia. Lunedì si presentano gli emendamenti e noi vogliamo che si arrivi ad una posizione comune, poi deciderà il Parlamento». A questo proposito, ieri, pure le donne cattoliche del Pd hanno lanciato un appello a Elly Schlein per reintrodurre le preferenze nella legge elettorale. L’obiettivo del governo è portare a casa la riforma entro l’estate, anche se il presidente dei deputati leghisti, Riccardo Molinari, conferma le riserve sulle preferenze: «È noto che per noi la legge elettorale non è mai stata una priorità».
Dicevamo dell’unità raggiunta ieri dalla maggioranza sul voto dei fuorisede: è stato infatti presentato un emendamento a firma del meloniano Fabio Roscani, del leghista Luca Toccalini, del forzista Simone Leoni e dell’esponente di Noi moderati, Maria Chiara Fazio. Soddisfazione hanno espresso le associazioni Nessuno escluso, The good lobby e Rete Voto Fuorisede. E dal centrosinistra, anche Riccardo Magi, leader di +Europa, ha detto: «Siamo pronti a votarlo ma non sia una presa in giro». Per il Pd, invece, «se si vuole affrontare sul serio il tema, si approvi l’emendamento dei gruppi di opposizione che è molto meglio».
In Italia sono circa 4,9 milioni gli elettori fuorisede. Con l’emendamento della maggioranza, gli studenti, i lavoratori fuorisede e le persone che si curano lontano dalla propria residenza potranno votare nel luogo dove sono domiciliati «per un periodo di almeno 9 mesi». Verrà creato infatti, «presso l’ufficio elettorale di ciascun Comune», un elenco degli elettori fuorisede che potranno iscriversi entro il 31 dicembre e in questo modo saranno ammessi a votare nel Comune di temporaneo domicilio. Nel caso di Politiche ed Europee, voteranno per le liste e i candidati della circoscrizione e del collegio in cui ricade il temporaneo domicilio e non per quelli del Comune di residenza. Ma non sarà più necessario prendere un treno, un aereo o affrontare centinaia di chilometri per esercitare un proprio diritto.