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 2026  luglio 10 Venerdì calendario

Il comune di Venezia contro una turista per il possesso di 7000 dollari smarriti

Si era già comportata da cittadina modello, consegnando quella borsa da donna ritrovata in un vaporetto nella quale, in mezzo a trucchi, qualche caramella e poco altro, c’era una super-mazzetta da 70 banconote da 100 dollari l’una.
Nessun documento, nessun modo per rintracciare la proprietaria: insomma, poteva davvero essere l’occasione per intascarsi zitta zitta quei settemila dollari senza lasciare traccia. Ma lei no, facendo parte del personale del vaporetto, l’aveva riconsegnata all’“Ufficio oggetti rinvenuti” salvo poi, dopo un anno, rifarsi viva per capire che fine avesse fatto la borsa (e soprattutto il denaro). E qui è scattato il braccio di ferro con il Comune perché, come previsto dall’articolo 929 del Codice Civile, trascorsi 365 giorni il bene diventa di proprietà di chi l’ha trovato. Ma il Comune di Venezia, appunto, non voleva renderle i settemila dollari, fino alla vittoria della donna con la conferma del decreto ingiuntivo del Giudice di Pace.
“Borsa da donna nera in vernice lucida con frange, contenente 70 banconote da 100 dollari americani, unitamente ad altri oggetti deteriorabili e privi di valore”: è la descrizione della borsetta nel verbale della Questura di Venezia e in quello dell’azienda di trasporti veneziana Avm/Actv, ritrovata a fine estate del 2022 sul vaporetto della linea 2.  La donna, che faceva parte del personale di servizio del vaporetto e che conosceva la prassi (sui mezzi di trasporto veneziani, stracarichi di turisti, si ritrovano quotidianamente decine di oggetti di ogni tipo), sapeva che borsa e soldi sarebbero quindi stati affidati all’“Ufficio oggetti rinvenuti” secondo il regolamento comunale, come avviene normalmente quando non ci sono tracce del legittimo proprietario. Ufficio che, periodicamente, pubblica all’Albo pretorio l’elenco degli oggetti ritrovati perlopiù sui mezzi pubblici. Trascorso un anno dall’ultimo giorno di pubblicazione dell’avviso di ritrovamento di quella borsa, il 5 ottobre 2023 arriva una “Pec” all’amministrazione veneziana: la donna, affidatasi ad un avvocato, chiede di far valere quanto previsto dall’articolo 929 del Codice civile “essendo divenuta ex lege proprietaria dell’oggetto rinvenuto”, a partire da quei settemila dollari. A questo punto l’Ufficio oggetti rinvenuti interpella l’Avvocatura Civica del Comune di Venezia perché, trattandosi di “oggetto rinvenuto da personale di servizio”, non sarebbe stato soggetto alla riconsegna “viste le funzioni di pubblico servizio svolte”. Una interpretazione confermata dall’Avvocatura civica nel novembre successivo, dando quindi una risposta negativa alla richiesta del legale della donna all’inizio del dicembre 2023.
Ma l’interessata a questo punto non molla, e con il suo avvocato fa ricorso al Giudice di Pace di Venezia che emette nel 2024 un decreto ingiuntivo nei confronti del Comune del valore di 6.452,95 euro (il cambio euro/dollaro) più gli interessi. Forte del parere della sua Avvocatura, l’Amministrazione comunale decide però non pagare e resistere di fronte al Giudice di Pace, ma dopo due anni quest’ultimo dà ragione alla donna che aveva ritrovato quella preziosissima borsetta zeppa di dollari, facendo scattare la conferma dell’ingiunzione.
“A questo punta risulta quindi necessario procedere alla restituzione della somma rinvenuta per un totale quantificato dalla controparte e confermato dall’Avvocatura Civica di euro 6.716,59, di cui euro 6.452,95 per capitale ed euro 263,64 per interessi”, si legge nella “determina” firmata nei giorni scorsi dall’Economato come “rimborso di somme non dovute o incassate in eccesso”. Perché, altrimenti, quel denaro sarebbe rimasto nelle casse del Comune.