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 2026  luglio 10 Venerdì calendario

L’ex Ilva verso gli indiani di Jindal. L’ira delle imprese

l governo convoca per il 28 luglio un tavolo permanente sull’ex Ilva, una partita che non è ancora chiaro se stia per chiudersi o si sia riaperta. Presieduta dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, vedrà seduti anche i ministri delle Imprese e Made in Italy, Lavoro e politiche sociali, Ambiente e sicurezza energetica. Ma ci saranno anche i commissari straordinari di Acciaierie d’Italia, quelli delle società del gruppo Ilva e l’amministratore delegato di Invitalia. Presenti anche le principali organizzazioni sindacali.
La convocazione è arrivata nel pomeriggio di ieri, dopo la notizia, diffusa dal Quotidiano di Puglia e dal Messaggero, che a un passo dalla firma dell’accordo sarebbero tornati gli imprenditori del gruppo indiano della siderurgia Jindal, e con cui il dialogo sembrava tramontato. Secondo le informazioni diffuse ieri mattina, invece, la bozza dell’accordo è sul tavolo di Chigi e considererebbe la vendita degli impianti al prezzo simbolico di un euro. Il documento prevedrebbe inoltre un sostegno pubblico da parte dello Stato italiano di 2,8 miliardi. Di questi, 800 milioni sarebbero parte di un contratto di sviluppo ancora in fase di negoziazione.
Nelle scorse ore, i sindacati avevano dato un ultimatum al governo per essere ricevuti entro il 15 luglio. La firma con Jindal dovrebbe arrivare per fine luglio. Quindi la convocazione delle parti tre giorni prima della possibile chiusura, porta i lavoratori a temere che il governo presenti una proposta “prendere o lasciare”, come accaduto circa un anno fa con Baku Steel.
Jindal torna in campo dopo il naufragio della trattativa con il fondo americano Flacks, che sembrava vicino alla firma solo 4 mesi fa. Per Michele De Palma, segretario generale della Fiom, «mancano le garanzie per vendere» alla società. «Dopo venti decreti “salva Ilva” – dice Davide Sperti, segretario generale della Uilm – che hanno salvato solo le apparenze, è arrivato il momento di assumere decisioni vere per il futuro occupazionale di Taranto». Dall’assemblea dell’Amma-Unione industriali di Torino, Federmeccanica ieri ha ribadito che la scelta di un’altra azienda indiana sarebbe «devastante per la sovranità industriale nazionale». Come sottolineato dal presidente Silvano Simone Bettini, c’è una cordata di imprenditori italiani della siderurgia «pronti a investire» usando anche l’articolo 174 del codice degli appalti che prevede il partenariato pubblico-privato. Ma Palazzo Chigi non avrebbe dato condizioni di ingaggio chiare. «Non si ripeta – dice Bettini- l’errore di ArcelorMittal».