repubblica.it, 10 luglio 2026
Andalusia, incendio enorme uccide almeno 12 persone
Almeno dodici morti, otto feriti, di cui quattro in gravi condizioni, migliaia di evacuati e soprattutto almeno 23 dispersi: è questo il bilancio dell’incendio che ha colpito ieri l’area boschiva nei pressi del comune di Los Gallardos, Almería, nel sud della Spagna. Secondo le autorità andaluse la maggior parte delle vittime sono straniere – britanniche e belghe – soltanto una sarebbe spagnola. La Farnesina fa sapere che al momento non risultato italiani coinvolti mentre il ministro degli Esteri del Belgio Maxime Prèvot informa che tra i dispersi ci sono diversi cittadini belgi.
Il peggior rogo boschivo della storia dell’Andalusia,quello che ha fatto registrare il maggior numero di morti – tra questi ci sono anche quattro turisti inglesi che sarebbero rimasti intrappolati nella loro automobile mentre cercavano di scappare per quella che sarebbe stata considerata erroneamente come una via di fuga – si sarebbe generato in seguito alla rottura di un cavo elettrico che, cadendo in un’area di vegetazione secca a margine della strada sulla sN-340A, avrebbe fatto appiccare il fuoco che poi si sarebbe propagato nell’area verde limitrofa ad altissima velocità, complice anche la forza dei venti. “La vegetazione secca, conseguenza dell’ondata di caldo, insieme al vento è diventata una bomba a orologeria”, ha spiegato il governatore dell’Andalusia Juanma Moreno Bonilla, in un punto stampa.
Endesa, la società elettrica fornitrice della zona, ha preso distanza dalle eventuali responsabilità spiegando che il cavo che avrebbe causato l’incendio appartiene a una linea privata che forniva energia a degli edifici abbandonati.
Ángel Collado Fernández, sindaco di Bédar il comune più colpito, ha spiegato di “aver agito sin dal primo momento avvisando porta a porta i residenti e, alcuni, come spesso accade in questi casi, non volevano abbandonare le loro case”. Al quotidiano El País ha poi raccontato di aver fatto suonare anche le campane della chiesa. Nonostante l’intervento di oltre 200 militari dell’unità di emergenza, che stanno affiancando i vigili del fuoco, la ministra della Difesa spagnola, Margarita Robles, ha parlato di “andamento sfavorevole” dell’incendio che occupa un’area di 3.150 ettari. La Spagna sta registrando proprio in questi giorni un’ondata eccezionale di caldo: ieri in Catalogna si sono sfiorati i 40 gradi.
"Enorme tristezza e sconforto di fronte alle terribili conseguenze dell’incendio che sta colpendo la provincia di Almería. Desidero esprimere le mie condoglianze ai familiari delle persone decedute nell’incendio boschivo di Los Gallardos”, ha commentato il premier spagnolo Pedro Sánchez. Il consigliere per la Presidenza, la Sanità e le Emergenze dell’Andalusia, Antonio Sanz, ha parlato “dell’incendio con le conseguenze più gravi mai registrate finora” nella comunità autonoma andalusa e ha definito la situazione una “tragedia senza precedenti”, mentre Il presidente della Giunta dell’Andalusia, Juan Manuel Moreno, ha espresso sgomento e cordoglio. Cordoglio al quale si sono uniti anche i reali di Spagna: “Siamo profondamente sconvolti dalla tragedia dell’incendio di Los Gallardos. Esprimiamo la nostra vicinanza alle famiglie e ai cari delle persone decedute, nonché a tutte le persone colpite”, hanno comunicato in una nota Felipe VI e Letizia.
Quello de Los Gallardos è destinato a entrare nell’elenco dei più drammatici incendi boschivi della storia di Spagna per numero di vittime: il peggiore fece registrare nel 1979 a Lloret de Mar 21 morti; nel 1984 20 persone morirono in un rogo a La Gomera, nelle isole Canarie mentre nel 2005, nel tentativo di spegnere le fiamme, a Guadalajara morirono 11 vigili del fuoco. Ma nel bilancio degli incendi boschivi più mortali è impossibile non ricordare quello avvenuto nel 2017 nel vicino Portogallo, a Pedrógão Grande, dove a perdere la vita furono 62 persone.