repubblica.it, 10 luglio 2026
Gli incendi devastano la Val d’Ossola
Il fuoco avanza inesorabile nell’alto Piemonte, dove un vasto incendio sta divorando i boschi della valle d’Ossola. Nelle ultime 24 ore la superficie di montagna devastata dal rogo è cresciuta in modo esponenziale, passando da poco più di 100 a oltre 600 ettari. Massima preoccupazione a Premosello Chiovenda, comune ai margini del Parco nazionale della Valgrande. In questi giorni il caldo intenso ma secco, non afoso, e la brezza hanno creato un mix micidiale che favorisce il propagarsi delle fiamme. Ieri in tutto il Piemonte è stato dichiarato lo stato di massima pericolosità. Da questa sera – è la speranza – una serie di temporali prima sulle montagne e poi in estensione sulla pianura potrebbe dare una svolta alla situazione.
A fare le spese dell’emergenza sono soprattutto i residenti della frazione di Colloro, il villaggio più vicino al fronte del fuoco. L’aria, resa irrespirabile dal fumo, ha costretto le autorità a disporre l’evacuazione immediata in via precauzionale. Le operazioni, organizzate dal Comune in sinergia con la Croce Rossa locale e la Protezione Civile del Verbano, hanno coinvolto circa 120 persone; una quindicina di residenti ha invece scelto di rimanere sul posto. Sul fronte del monitoraggio ambientale, i tecnici di Arpa Piemonte hanno raggiunto il posto di coordinamento avanzato dei vigili del fuoco ad Anzola d’Ossola per controllare i livelli di inquinamento.
Per fronteggiare l’emergenza, spiegano dal comando regionale dei vigili del fuoco, “è stato schierato un assetto aereo composto da sei Canadair della flotta di Stato, tre elicotteri regionali e uno della nostra componente aerea”. In Val Vigezzo le fiamme si sono sviluppate a 1.650 metri di quota, a ridosso del confine con la Svizzera, “dove si è reso necessario l’elitrasporto del personale in quota per operare da terra”. A Premosello l’incendio è localizzato a 1.900 metri in un’area inaccessibile alle squadre a terra; il fronte avanza verso la Val Grande e viene “contrastato con l’attacco aereo di quattro Canadair”.
Fiamme domate, invece, in provincia di Torino: i vigili del fuoco informano che nei boschi di Valprato Soana, comune del Parco nazionale dl Gran Paradiso dove si era scatenato fin da sabato scorso un imponente incendio provocato da un fulmine in quota, “le squadre di terra e i mezzi aerei stanno completando le operazioni di spegnimento e bonifica”.
L’assessore regionale all’Ambiente, Matteo Marnati, conferma la gravità dello scenario: “I dati della stazione di Domodossola evidenziano un incremento significativo dei valori di micropolveri e black carbon”. Gli effetti del gigantesco rogo sono visibili a chilometri di distanza: a Domodossola l’odore di bruciato è intenso, mentre a Villadossola e Beura Cardezza la visibilità è pesantemente compromessa da fumo e cenere. La colonna di fumo ha ormai risalito l’intera vallata fino alla Val Formazza.
Sul posto, per supervisionare i complessi interventi di spegnimento, è giunto anche il comandante regionale dei vigili del fuoco, Alessandro Paola. Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha avuto un colloquio telefonico con il sindaco di Premosello, Elio Fovanna, e oggi a mezzogiorno – accompagnato dagli assessori Marco Gabusi (Protezione Civile) e Matteo Marnati (Ambiente) – effettuerà un sopralluogo nell’area colpita per fare il punto con i soccorritori.
Allarme anche in Valle d’Aosta: la presidenza della Regione, in accordo con l’assessorato dell’Agricoltura e risorse naturali, comunica che la situazione climatica ha provocato l’estensione del pericolo per l’innesco e la propagazione di incendi nei boschi. Per questo è stato decretato in tutta la Vallée lo “stato di grave pericolosità” da oggi “e sino al verificarsi di consistenti precipitazioni che riducano stabilmente il livello di pericolo”, con tutti i conseguenti divieti a partire da quello di accendere fuochi nelle zone a rischio o mettere in azione motori non adeguatamente protetti.