repubblica.it, 10 luglio 2026
Il caso Estonia e le nuove droghe
Prima delle zombieland e delle centomila morti annuali negli Stati Uniti, molto prima dei furti negli ospedali italiani, la mano del fentanyl aveva già afferrato l’Estonia. Arriva nel 2002, portando le morti per overdose nel Paese baltico ai livelli più alti in Europa.
15 anni di guerra
C’è voluta una lunga guerra alla criminalità organizzata, nuove leggi e una grossa espansione delle iniziative per la riabilitazione dei tossicodipendenti, ma alla fine il fenomeno sembrava essere stato arginato con successo. Nel 2017, con un’operazione che ricorda la serie televisiva The Wire, la polizia estone ha fatto irruzione nel principale laboratorio clandestino di fentanyl, nascosto in un innocuo sottoscala di una vecchia casa di mattoni nella periferia di Tallinn. Confiscando in totale 10 chili dello stupefacente, quattro volte la quantità necessaria per uccidere l’intera popolazione dell’Estonia. Il principale impero dei narcos baltici crolla e l’anno dopo, nel 2018, la mortalità per overdose diminuisce del 70%
Un nuovo nemico
Tutto è bene quel che finisce bene, o forse no. Nel 2019 in un esame tossicologico appare una nuova droga, i nitazeni, una classe di oppiode sintetico ancora più forte del fentanyl, mai apparso prima in Europa. È soprannominata “il cane”, perché fa “abbaiare” i tossici che ne sono dipendenti. Nel 2022 i morti per stupefacenti raddoppiano e l’Estonia ricade nel buco nero. Come in un videogioco, o in un incubo, ogni volta che un nemico viene sconfitto ne spunta uno peggiore. Prima il fentanyl, che aveva sostituito l’eroina, poi i nitazeni, a cui l’anno scorso si è aggiunta la ciclorfina: oltre 10 volte più potente della “droga degli zombie” che ha avvelenato gli Stati Uniti, nel 2025 ha preso il primo posto per morti di overdose e ad aprile 2026 aveva già ucciso più persone che in tutto lo scorso anno.
Troppo veloci per essere fermate
"Ci piacerebbe avere ancora il problema del fentanyl” dice il procuratore capo per la criminalità organizzata nel Paese, Raigo Aas. Le nuove droghe si succedono molto rapidamente e non solo sono sempre più mortali, ma creano anche sempre più dipendenza, rendendo molto complicata la riabilitazione dei tossicodipendenti. “Cambiano troppo in fretta, proprio mentre stiamo cercando di indagare e raccogliere dati su una sostanza, si presenta un nuovo fenomeno” ha spiegato un ricercatore dell’Istituto nazionale per lo sviluppo sanitario estone. Le droghe sintetiche non hanno gli impedimenti che avevano quelle di origine naturale, non dipendono dal sole, dalla pioggia o dai cicli naturali, possono essere prodotte in laboratorio tutti i giorni, a tutte le ore. Neanche la legge riesce a stare al passo: la ciclorfina è stata messa al bando solo la scorsa primavera, prima di allora la sostanza più letale del Paese era così sconosciuta da essere perfettamente legale.
Un domino partito dall’Afghanistan
Ma perché c’è una situazione così drammatica proprio nella piccola Estonia? La ragione risiede in un domino partito dall’Afghanistan: nel 2000 i talebani vietano la coltivazione del papavero da oppio, contrario alla legge islamica, mettendo in crisi la produzione di eroina. Molti Paesi baltici e nordici, ai margini delle rotte del narcotraffico europeo, sono stati costretti a cercare un’alternativa. L’Estonia, in particolare, è incappata nel fentanyl, economico da produrre e molto più potente, e non è più tornata indietro. Anzi, è andata avanti verso sostanze sempre peggiori. Nel 2021 i talebani sono tornati al potere e stanno nuovamente distruggendo le coltivazioni di papavero. Secondo alcuni esperti c’è il pericolo che tutta l’Europa, in cerca di un sostituto dell’eroina, segua la stessa desolata spirale del Paese baltico.