repubblica.it, 10 luglio 2026
Andrea Balestri ricorda la lavorazione di "Pinocchio"
Andrea Balestri si racconta: anche se non gli cresce più il naso, Pinocchio non l’ha mai abbandonato. Aveva sette anni e mezzo quando fu scelto dal regista Luigi Comencini per interpretare quel ruolo. In occasione dei 200 anni dalla nascita di Carlo Collodi, creatore della fiaba tradotta in tutto il mondo, sabato Balestri sarà ospite del cinema “La Pergola” di Vidiciatico per raccontare la sua esperienza personale e rivelare qualche aneddoto vissuto sul set insieme ai grandi del cinema italiano. L’evento, che prevede anche la proiezione del celebre sceneggiato del 1972, è organizzato dal Gruppo Studi Capotauro in collaborazione con Cineteca di Bologna e con la parrocchia di Vidiciatico. Per ottenere la parte di Pinocchio, senza alcuna esperienza pregressa di cinema, dizione o teatro, Balestri superò un provino che era anche una dimostrazione di carattere: «Comencini volle metterci alla prova chiedendo a noi bambini chi avesse il coraggio di prendere a martellate un costoso quadro attaccato alla parete – ricorda – così lanciai il martello e lo presi in pieno: si ruppe in mille pezzi. Voleva che glielo ripagassi, ma io dissi che non gli avrei dato un bel niente».
Una sfrontatezza spontanea che gli ha permesso di condividere il set con Nino Manfredi, Franco Franchi, Ciccio Ingrassia, Gina Lollobrigida. «Tutti avevano capito che Andrea era soltanto un bambino di un piccolo rione pisano – racconta Balestri parlando di sé in terza persona – soltanto la signora Lollo non comprese mai; ci prendemmo a parolacce perché arrivò in ritardo su un set fotografico: lei mi mandò a quel paese in romano e io risposi in toscano». Altroché Fata Turchina. La Lollo si arrabbiò tantissimo con Comencini, che però prese le difese del bambino e le disse: «Il mio Pinocchio io l’ho già trovato, sul ruolo della fatina decida lei».
Un affetto paterno come quello di mastro Geppetto, che Balestri rievoca attraverso un’immagine nitida: «Eravamo sulla spiaggia ed era il giorno del mio compleanno. Mi presentai un po’ imbronciato a fare le riprese perché avrei voluto festeggiare con la mia famiglia – afferma – Comencini mi portò uno scatolone enorme e mi promise che presto sarei tornato a casa. Dentro c’era un canotto che gonfiai subito per andare al largo. Andrea era il discolo di sempre» ammette sorridendo.
Nessun rimpianto sulla sua carriera, che dopo Pinocchio si è fermata ad altri tre film, tra cui Torino Nera con l’amico Domenico Santoro, il bimbo che interpretava Lucignolo. Nonostante siano passati più di cinquant’anni, sono in molti quelli che ancora fermano Balestri e riconoscono il viso cresciuto di Pinocchio. Nel 2011 ha fondato una compagnia dilettantistica di teatro, l’Abc di Pinocchio, con la quale ha realizzato tre commedie per portare avanti la magia di una fiaba senza tempo. L’ultima è “Pinocchio racconta Pinocchio”, spettacolo in cui scoprire tutti i segreti della marionetta, dalle foto inedite ai materiali utilizzati. Anche perché, per molti, il capolavoro di Comencini rimane l’unico vero Pinocchio. «Il racconto di Collodi Insegna l’amore e il bene verso i genitori – puntualizza l’attore – il sacrificio che questi compiono nei confronti dei figli». Anche da adulto, quando Balestri si guarda allo specchio vede ancora riflesso quel piccolo scapestrato: «Sono sempre così, eternamente bambino».