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 2026  luglio 10 Venerdì calendario

L’Euro digitale divide i partiti di maggioranza

Passa a larga maggioranza, con 416 voti a favore, 169 contrari e 22 astenuti, il mandato del Parlamento europeo a negoziare il regolamento sull’euro digitale. Plaude la presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, che traccia il percorso del nuovo strumento: «Una volta che i triloghi saranno finiti, la Bce comincerà il suo lavoro tecnico e di testing». Nei piani dell’Eurotower, il 2027 dovrebbe vedere l’avvio del progetto pilota con prestatori di servizi di pagamento selezionati, fino a tutto il 2028 è prevista la fase di test e implementazione e infine nel 2029 potrebbe vedere la luce la prima emissione dell’euro digitale.
Le ultime bordate contro l’euro digitale al Parlamento europeo sono arrivate dalla destra sovranista, in particolare dai Patrioti (inclusi i leghisti italiani) e da Esn (Europa delle nazioni sovrane), la formazione nella quale è confluito Roberto Vannacci dopo l’uscita dal Carroccio, oltre che da Ecr, esclusa la quota italiana.
Eppure è difficile immaginare un progetto più a sostegno dell’autonomia e della sovranità europea di questo regolamento. Cristine Lagarde ha precisato che «non sostituirà il cash», respingendo le accuse di chi afferma che il progetto punta al controllo dei pagamenti e all’eliminazione del contante. Vuole essere invece la risposta europea a Visa e Mastercard, un circuito tutto nostro per evitare che il Vecchio continente continui a perdere «milioni di euro e milioni di dati a vantaggio dei principali sistemi di pagamento elettronici», ha ribadito ieri Pasquale Tridico (M5S-The Left), relatore ombra del regolamento.
A chiedere un ulteriore voto in Plenaria, dopo quello in commissione, e a votare no ieri mattina, sono stati però proprio gli eurodeputati che dall’altra parte dell’emiciclo qualcuno ha definito «finti sovranisti di casa nostra». Critiche anche da Forza Italia (che sta nel Ppe): «Chi si definisce sovranista oggi ha perso un’occasione per esserlo davvero», ha detto Flavio Tosi. La spaccatura tra le forze che in Italia sono di maggioranza non potrebbe essere più evidente. A destra infatti si è distinta, tra gli esponenti di Ecr, la posizione degli italiani di Fratelli d’Italia, che hanno votato a favore, con l’eccezione di Sergio Berlato.