la Repubblica, 10 luglio 2026
Il manifesto degli uomini divide i Verdi tedeschi
Vanno bene le donne e gli Lgbtq+. E gli uomini? La sinistra non li lasci all’estrema destra. È questo il senso politico di un recente e contestato documento che ha spaccato i Verdi tedeschi. Il manifesto, firmato da nove uomini e quattro donne, martedì è stato al centro di un confronto interno molto acceso, come ha rivelato il settimanale Der Spiegel.
Secondo i promotori – tra cui la co-presidente Franziska Brantner – i Verdi non sono stati in grado di promuovere un’immagine positiva del maschio. Nella fedeltà alla storica linea femminista, si sarebbero concentrati troppo su come l’uomo non deve più essere – dominante, oppressivo, misogino – e possono aver dato l’impressione di un partito che lo associa alla mascolinità tossica: «Abbiamo creato un vuoto, e in quel vuoto stanno tornando vecchi stereotipi». Il manifesto ha attirato le critiche di chi, come la co-presidente del gruppo parlamentare Britta Hasselmann, ha ricordato che «i Verdi sono un partito femminista e ciò ha sempre significato lottare insieme agli uomini per la parità. Qualsiasi altra interpretazione sarebbe un fraintendimento del femminismo». Nella riunione di martedì la maggior parte degli interventi ha criticato il documento, nella cui elaborazione non sono stati peraltro coinvolti i portavoce competenti.
La questione è anche elettorale. I Verdi stanno perdendo voti tra gli uomini, soprattutto tra i ragazzi, sempre più attratti dagli influencer conservatori. Alle elezioni federali del 2025, un giovane uomo su quattro ha votato per l’estrema destra Afd, una percentuale doppia rispetto a quella delle ragazze.
Negli ultimi anni i principali esponenti dei Verdi sono stati soprattutto uomini dall’immagine mite e sensibile, come l’ex autore di libri per bambini e ministro dell’Economia Robert Habeck. Il deputato bavarese Anton Hofreiter, uno dei caratteri più decisi del partito, condivide il manifesto. Pratica la boxe, non ha molta simpatia per la cultura “woke”, e ritiene che la sinistra abbia colpevolizzato troppo gli uomini. Un esempio lo offrì la ex leader dei giovani Jette Nietzard, che dopo un Capodanno scrisse: «Gli uomini che perdono una mano facendo esplodere i petardi almeno non potranno più picchiare le donne».
L’attuale leader del partito, Felix Banaszak, ha anch’egli un’immagine mite, ma da tempo cerca di riconquistare gli elettori maschi. «È un problema quando la sinistra trasmette il messaggio che, in quanto uomo, sei il problema e continuerai a esserlo», ha detto a Der Spiegel. E a febbraio ha rilasciato un’intervista a Playboy in cui ha a suo modo sintetizzato la nuova linea: «Puoi allenarti in palestra oppure dipingerti le unghie. Se vuoi, puoi anche andare in palestra con le unghie smaltate. Puoi andare in giro con una cargo bike oppure con una Bmw X3. Va tutto bene. La cosa fondamentale è: non essere uno stronzo!».