corriere.it, 10 luglio 2026
Villa Frescot, la dimora degli Agnelli su Sotheby’s
Una villa da ventinove camere, quindici bagni, oltre 1.200 metri quadrati per la sola residenza principale, più una dépendance e un terzo edificio con autorimessa. Villa Frescot, la dimora ottocentesca sulla collina torinese dove Gianni Agnelli visse con Marella e dove si spense nel gennaio 2003, cerca ancora un acquirente. La novità è che la vendita è stata ora affidata a Sotheby’s, il colosso internazionale dell’immobiliare di lusso, con tanto di annuncio rilanciato sui social e video che mostra alcuni interni. Nell’inserzione la proprietà viene descritta come una dimora storica testimone di una Torino colta e cosmopolita, destinata a chi cerca l’incontro tra storia, paesaggio e architettura. Il prezzo, ufficialmente, resta riservato: le stime circolate parlano di una forbice tra i sei e i dieci milioni di euro.
Il passaggio a Sotheby’s è però anche l’ammissione implicita di una vendita difficile. La villa è sul mercato da quasi tre anni, da quando Margherita Agnelli – proprietaria dell’immobile per successione, in uno dei pochi capitoli estranei alla battaglia ereditaria che la oppone ai figli John, Lapo e Ginevra Elkann – decise di cederla, dopo il rifiuto dei familiari a cui era stata inizialmente proposta. Le offerte, in questi anni, si sono contate sulle dita di una mano, e nessuna ha mai avvicinato la richiesta iniziale di dieci milioni.
Non sono mancati i pretendenti illustri, almeno sulla carta. Nel 2025 si era parlato con insistenza dell’emiro del Qatar Tamim bin Hamad Al Thani e soprattutto della sorella, la “sceicca dell’arte” Al Mayassa, interessata a fare di Torino un avamposto del mecenatismo qatariota, con il Palazzo del Lavoro di Nervi nel mirino come futuro hub espositivo e Villa Frescot come residenza. L’interesse degli emiri è poi svanito, e a fine 2025 era emerso il nome di Matteo Sardagna, pronipote di Luigi Einaudi e proprietario dei Poderi Einaudi nelle Langhe, che avrebbe visitato la villa; nel frattempo il prezzo sarebbe sceso sotto i cinque milioni. La stessa Margherita Agnelli, all’epoca, aveva raffreddato i rumors precisando che nulla era deciso e che non c’era alcuna trattativa in corso.
Evidentemente nemmeno quella pista è andata in porto, se ora la palla passa a Sotheby’s. Sullo sfondo restano le incognite che hanno frenato gli acquirenti: le condizioni della proprietà, con il celebre giardino di Donna Marella ormai in sofferenza, e l’ombra lunga della vicenda giudiziaria sui dipinti scomparsi della collezione Agnelli. Per Torino, intanto, ogni annuncio di vendita è un piccolo addio: dopo il Lingotto e le trattative su altri asset di famiglia, anche la “Reggia Agnelli” attende di cambiare padrone. Chi la comprerà si porterà a casa un pezzo di storia d’Italia. Trovare l’acquirente, però, si sta rivelando più difficile del previsto.