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 2026  luglio 10 Venerdì calendario

Kiev, polemica sulle frasi di Conte. Imbarazzo Pd

Non si può certo dire che la manifestazione a Napoli del centrosinistra ristretto sia stata un successo. Tant’è vero che i leader di Pd, M5S e Avs stanno considerando il rinvio della seconda data, quella del 15, a Padova o, quanto meno, l’ipotesi di fare un comizio al chiuso onde evitare piazza vuota e incidenti. Ufficialmente l’eventuale slittamento verrà attribuito al fatto che Schlein, Conte, Bonelli e Fratoianni non possono assentarsi durante la battaglia parlamentare sulla legge elettorale.
Come se non bastasse, le parole di Conte dal palco di Piazza del Gesù nuovo, quelle in cui sosteneva che la Russia non è «una minaccia per l’Europa», tralasciando il fatto che l’Ucraina è Europa e che la Polonia, messa nel mirino da Putin, stia nella Ue, hanno provocato molte polemiche. Il Pd versione Schlein, almeno pubblicamente, fa finta di niente. Afferma il responsabile Esteri Beppe Provenzano: «Le nostre posizioni sull’Ucraina sono note, chiare e le più coerenti, a ogni livello rispetto a qualsiasi partito». Dice Alessandro Alfieri: «Non sono d’accordo con Conte, ma conosco il suo pragmatismo, faremo sintesi». Nel frattempo l’ex premier la sintesi la fa da solo e a In Onda chiede un negoziato con Putin (che non lo vuole) purché il mediatore per l’Europa non sia Draghi «che ha avviato la deriva bellicistica».
Conte mette in imbarazzo i dem e suscita le critiche di un pezzo del Pd. Giorgio Gori è basito: «Come si conciliano le sue posizioni con la posizione del Pd? E come possiamo fare finta di niente?». Persino Michele Emiliano, che non è sicuramente un esponente della minoranza riformista, ha dei dubbi: «Conte cerca di dare al proprio movimento politico un’identità. Certo, andare a cercarla dicendo che un Paese aggressore non è pericoloso, mi sembra una tesi difficile da sostenere». Chi invece ritiene sensate le parole dell’ex premier è Roberto Vannacci. «Non sono d’accordo con Conte, è lui che è d’accordo con me», ci tiene però a precisare il generale. Del resto, Futuro nazionale l’altro ieri ha votato insieme al M5S e alla Lega contro l’adesione dell’Ucraina alla Ue. Anche al leader di Rifondazione comunista Maurizio Acerbo (dato in rotta di avvicinamento al centrosinistra) non sono affatto dispiaciute le affermazioni di Conte: «Mi complimento con lui». Chi la pensa in modo diametralmente opposto è Carlo Calenda, che mette nel mirino il Pd: «Va tutto bene per voi? Va bene questo scempio del vostro principale alleato?». Pungente anche Pina Picierno: «A Napoli Schlein ha fatto finta di niente sulle parole di Conte. Come sempre si finge morta. Riproporre fedelmente la narrazione del Cremlino è dunque una posizione tollerata dal Campo largo? La storia dei democratici italiani non merita questo epilogo».
Dal centrodestra attacca Conte (e Schlein) Stefania Craxi: «Il leader M5S racconta una favola pericolosa, la segretaria del Pd è veramente disposta ad accettare questa linea di politica estera farneticante?», dice la capogruppo di Forza Italia al Senato, forse dimenticando che quella «favola» non dispiaceva nemmeno al fondatore del suo partito.