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 2026  luglio 09 Giovedì calendario

Il carro armato italo-tedesco arranca. Ritardi, tagli e modelli vecchi

Tempi più lunghi, costi tagliati e il rischio beffa per il nuovo carro armato dell’Esercito che sarà costruito da Leonardo insieme alla tedesca Rheinmetall. A causa della mancanza di soldi la firma del primo contratto tra il ministero della Difesa e la joint venture tra le due industrie per lo sviluppo e la fornitura dei carri armati italo-tedeschi – ne sono previsti in totale 272 per un costo di circa 8 miliardi – è bloccata. La firma era attesa in aprile, poi a fine maggio, adesso è probabile che slitti all’anno prossimo.
Malgrado Giorgia Meloni si sia presentata al vertice Nato di Ankara vantando un aumento delle spese militari dell’Italia dal 2% del Pil nel 2025 al 2,8% quest’anno, la spesa effettiva è inferiore e non ci sono soldi sper finanziare i nuovi programmi di armamento. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti è contrario all’utilizzo dell’intera quota di prestiti Safe assegnata dall’Ue all’Italia, 14,9 miliardi. Al massimo sarebbero solo 5 miliardi e non subito. Senza nuovi fondi, la commessa dei nuovi carri armati è destinata a essere rimandata, ritardando così la consegna dei primi mezzi, prevista nel 2028-2029 come urgente dall’Esercito per sostituire i vecchi Ariete.
Il nuovo carro pesante per l’Esercito è basato sul tedesco Panther sviluppato da Rheinmetall. Secondo gli accordi il Panther dovrebbe essere italianizzato con almeno il 50% del lavoro fatto dal gruppo Leonardo, che dovrebbe fornire il sistema di armamento e l’elettronica. La ripartizione del lavoro però non è ancora completata, è in corso un confronto serrato che sta mettendo alla prova i partner industriali.
A questa criticità si aggiunge il taglio dei costi del 18% annunciato dal ministro della Difesa, Guido Crosetto. “Il programma va avanti in modo ragionato” ma con un taglio dei costi, ha detto Crosetto lunedì, con riferimento alla maxi-commessa di Panther e di mezzi di fanteria Lynx per la jv italo-tedesca. “Capisco che ci sia stato qualche disturbo dalla parte industriale per il fatto che il ministro ha voluto un’analisi più concreta e ha tagliato del 18% i costi: sono contento di averlo fatto perché sono soldi dei cittadini ma ragionando e ritardando il programma lo abbiamo fatto perché ci sembrava che i costi fossero eccessivi”. Un altro motivo del ritardo è che “vorrei che fosse massimizzato il ritorno industriale in Italia”.
Crosetto non ha detto a quanto corrisponderebbe il taglio del 18%, poi ha precisato che “facendolo contrattare agli uffici della Difesa abbiamo risparmiato il 18% su un programma di quasi 20 miliardi”.
Il ministro sembra riferirsi non solo ai carri armati, per i quali in origine era previsto un costo di circa 8 miliardi fino al 2040, ma anche ai veicoli corazzati di fanteria A2CS basati sul modello Lynx di Rheinmetall. Per questi ultimi era prevista la fornitura di 1.050 cingolati per 15 miliardi fino al 2040. Nel complesso un maxi-piano di armamento di 23,2 miliardi in 15 anni, secondo i programmi approvati dalle commissioni Difesa di Camera e Senato, ma finanziati solo in parte, per 8 miliardi. Il primo ordine degli A2CS è stato annunciato lo scorso novembre, per 21 mezzi, più 30 opzioni (non ancora esercitate), per 700 milioni. Gli A2CS sono basati sul veicolo tedesco Lynx, da “italianizzare” con torrette ed elettronica.
Sul carro armato devono ancora essere fatte scelte fondamentali. Secondo fonti industriali lo scafo è derivato da quello del concorrente Leopard 2A3 o 2A4, ma questo sarebbe un modello più arretrato rispetto al Leopard, il carro armato più venduto nei paesi Nato e fornito anche all’Ucraina. Il Leopard infatti è arrivato alla versione 2A8 e il costruttore, la franco-tedesca Knds, sta progettando una versione più avanzata, Leopard 2AX, un Leopard 3.
C’è una discussione accesa anche sul motore del nuovo carro. Crosetto e l’industria italiana vorrebbero che fosse costruito in Italia, cioè da Iveco, ma tra i militari che non vogliono subire ulteriori ritardi c’è chi preferisce il collaudato motore del Leopard, costruito in Germania da Mtu. Se così fosse sarebbe uno smacco per l’industria italiana.