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 2026  luglio 09 Giovedì calendario

Colombia, la nuova idea per gli ippopotami di Escobar: un Jurassic Park

“Abbiamo una formula di cui non posso rivelare molto. Vi do un indizio: Jurassic Park”. Fabio Arjona Hincapié, il ministro dell’Ambiente colombiano nel nuovo governo di estrema destra di Abelardo de la Espriella, ha evidentemente preso il film di Spielberg come un libretto di istruzioni. In un’intervista a EL PAÍS Arjona ha assicurato che la costruzione di un parco naturale intorno agli ippopotami sarà uno dei primi provvedimenti della nuova amministrazione, che salirà in carica il 7 agosto, per affrontare l’annoso problema degli animali importati in Colombia dal narcotrafficante Pablo Escobar all’inizio degli anni ‘80.
Fermare l’abbattimento
Il ministro ha presentato l’idea come un’alternativa all’abbattimento, “che dà un’immagine internazionale terribile”. Il governo di Gustavo Petro aveva approvato la soppressione di 80 esemplari per arginare la riproduzione della specie estremamente invasiva e dannosa per l’ecosistema autoctono, soprattutto per specie come il lamantino e la tartaruga fluviale. Il precedente ministro dell’Ambiente, Irene Vélez, aveva spiegato che l’eutanasia era una scelta obbligata, dopo il fallimento dei programmi di sterilizzazione e le difficoltà insormontabili del trasferimento, sia per i costi logistici che per l’assenza di Paesi disponibili ad ospitare gli animali. Ad aprile, però, il tribunale di Antioquia aveva disposto uno stop temporaneo alla misura, per permettere un ricorso presentato da associazioni ambientaliste.
La proposta problematica
Non è chiaro come si inserisca in questo contesto la proposta di Arjona. L’idea di un parco a tema presenterebbe non pochi problemi: gli ippopotami sono animali estremamente territoriali e aggressivi, si dividono in gruppi e hanno bisogno di ampi spazi (ad oggi occupano circa tremila chilometri quadrati del territorio colombiano). E se trasferirli costava troppo le spese di mantenimento non sono da meno. Un esemplare adulto ha un fabbisogno giornaliero di circa 40-60 chili di erba fresca, a cui si aggiungono i costi di équipe veterinarie specializzate.
Un rischio esponenziale
Il “Jurassic Park”, inoltre, non affronta davvero la questione della crescita esponenziale degli ippopotami, che ora sono circa 300 in tutto il Paese, ma secondo alcune previsioni potrebbero arrivare a 1500 nel 2035. I tentativi di confinarli e sterilizzarli, per ora, sono sempre stati fallimentari. Persino confinati in una riserva possono far danni, inquinando i corsi d’acqua con i 20-25 chili di feci che ciascun esemplare produce giornalmente. Quella della soppressione era una decisione estrema e impopolare, ma costruita su evidenze scientifiche fornite da centri di ricerca specializzati e anni di lavoro istituzionale per arginare un problema gigantesco, in tutti i sensi.
Il mistero del magnate indiano
Ad aprile Anant Ambani, il figlio del miliardario indiano Mukesh Ambani, si era offerto di pagare il trasferimento degli 80 ippopotami destinati all’abbattimento e ospitarli nel proprio santuario per animali “Vantara”. Si tratta di uno dei rifugi più grandi al mondo ma è al centro di controversie su presunte violazioni delle leggi internazionali sul traffico di animali selvatici. L’offerta di Ambani, infatti, non sembra essere stata presa in considerazione dal governo Petro ed è caduta nel vuoto.
Dalla Hacienda Nápoles a Jurassic Park
All’inizio di tutto, però, furono galeotti i quattro ippopotami che Escobar ha portato nello zoo personale della sua opulenta tenuta, l’Hacienda Nápoles. Dopo la morte del boss e l’esproprio della proprietà, erano un problema troppo grosso da gestire e sono stati lasciati liberi. Nell’habitat perfetto della foresta pluviale il problema è cresciuto ma ha continuato ad essere trascurato. Il parco a tema rischia di essere l’ennesima non-soluzione, sperando che di Jurassic Park non condivida anche l’epilogo.