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 2026  luglio 09 Giovedì calendario

Auto blu e rimborsi, Occhiuto rischia il processo

L’indagine è terminata. Il governatore della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, rischia di finire a processo. Tutta colpa di un rimborso di 3.800 euro al mese che solitamente viene riconosciuto ai consiglieri e al presidente per utilizzare l’auto di servizio.
Nulla di strano, se non fosse che Occhiuto avrebbe continuato a percepire l’indennità per un’Audi Q4 Sportback intestata a una società esterna, nonostante disponesse già di un’altra vettura pagata dalla Regione: prima una Land Rover, poi un’Audi A6 Limousine utilizzata per gli spostamenti istituzionali. Il rimborso, quindi, non sarebbe stato dovuto e il presidente avrebbe omesso di comunicare la disponibilità dell’auto di servizio, condizione che – secondo i pm – avrebbe escluso la legittimità del contributo.
È intercettando le conversazioni di Paolo Posteraro, ex socio di Occhiuto ed ex collaboratore della compagna del presidente, che il sistema sarebbe venuto alla luce. Posteraro, parlando con la moglie, sosteneva di pagare l’Audi Q4 “in forza della quale lui pija un bel rimborso dalla Regione”. Si parlava di un veicolo “quasi sempre fermo” che serviva solo a giustificare i rimborsi. Inoltre, la macchina sarebbe stata avvistata a Cosenza quando Occhiuto si trovava altrove.
L’indagine, inizialmente avviata dalla Procura di Catanzaro, è stata successivamente trasferita nella Capitale per competenza territoriale. Il reato si sarebbe compiuto nel momento e nel luogo dell’incasso. I bonifici dei rimborsi, infatti, sono stati accreditati presso l’agenzia di Roma dove il presidente della Regione ha il suo conto.
Da qui l’intervento dei magistrati di Roma. Qui il procuratore aggiunto Giuseppe De Falco ha ipotizzato il reato di truffa in relazione ai rimborsi riconosciuti per il noleggio dell’autovettura utilizzata dal governatore nell’esercizio delle proprie funzioni istituzionali.L’indagine sul doppio pagamento adesso è conclusa. Un atto che solitamente precede la richiesta di rinvio a giudizio. Poi la palla passerà agli avvocati della difesa, che avranno la possibilità di contestare le accuse ipotizzate contro il governatore.