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 2026  luglio 09 Giovedì calendario

Samsung supera Nvidia: ora è l’azienda più profittevole del mondo

I numeri sono clamorosi e fotografano bene il momento: Samsung Electronics è diventata improvvisamente l’azienda più profittevole al mondo ovvero quella che fa più utili, superando anche Nvidia. Merito dell’attuale boom dei chip per le memorie, trainate dalla richiesta abnorme dei data center per l’intelligenza artificiale. Che da una parte sta mandando in crisi tutta l’elettronica di consumo, con prezzi di smartphone, pc e persino televisori spinti al rialzo e con previsioni di rincari enormi nei prossimi trimestri (persino Apple, un tempo in cima alla catena alimentare del settore, ha dovuto cedere). Dall’altra fanno festa i produttori di memorie, come Samsung, o come aziende quali SK Hynix, Micron, SanDisk e Western Digital che macinano profitti e lievitano in Borsa su quotazioni mai viste. 
Il sorpasso su Nvidia
Quali sono i numeri di Samsung? Il colosso coreano stima un utile operativo nel secondo trimestre 2026 di 89,4 trilioni di won (circa 52 miliardi di euro o 58,4 miliardi di dollari). Una stima preliminare, con i conti completi che arriveranno a fine mese, ma sufficiente a far capire le dimensioni della fiammata: un anno fa, nello stesso periodo, l’utile operativo era stato di 4,68 trilioni di won, e la crescita è quindi di quasi 19 volte in dodici mesi. Anche il fatturato corre a una velocità anomala persino per il settore dei semiconduttori: 171 trilioni di won, più 129% su base annua. 
Il confronto simbolico è con Nvidia, l’azienda diventata l’icona finanziaria dell’AI. Nell’ultimo trimestre comunicato, Nvidia aveva registrato 53,5 miliardi di dollari di utile operativo. Samsung, con i suoi 58,4 miliardi stimati, ora la supera.
I processori di Nvidia sono fondamentali per l’intelligenza artificiale, ma senza la memoria che vendono i coreani servirebbero a poco. E la fame di memoria è enorme, al punto che i sindacati di Seul hanno strappato all’azienda, dopo aver minacciato lo sciopero, un accordo con un lucrosissimo bonus, da ben 400 mila dollari a dipendente.

Samsung pubblicherà gli utili alla fine del mese. La crescente domanda globale di chip di memoria avanzati utilizzati nei data center per l’intelligenza artificiale ha già contribuito a far registrare profitti record quest’anno ai giganti sudcoreani dei semiconduttori. Samsung e la rivale nazionale SK Hynix sono coinvolte in un massiccio investimento pubblico-privato da ben 800 trilioni di won (circa 465 miliardi di euro) per la costruzione di un nuovo maxi-polo di produzione di semiconduttori nel sud-ovest del Paese. Alcuni analisti ritengono che i potenziali ritardi negli investimenti nelle infrastrutture per l’intelligenza artificiale rappresentino il rischio maggiore per l’attuale boom delle memorie.
Perché sta succedendo
Il motore sono i data center per l’AI. Per addestrare e far girare modelli sempre più grandi servono chip grafici (quelli di Nvidia e dei suoi concorrenti), ma anche enormi quantità di memoria veloce e affidabile. La parte più importante è la Hbm (High Bandwidth Memory, memoria ad alta larghezza di banda), quella usata insieme agli acceleratori AI. Il rincaro, però, ormai si è allargato anche alle memorie più tradizionali: Dram e Nand, quelle che finiscono in server, Pc, smartphone e sistemi aziendali. E se i produttori spostano capacità produttiva verso le memorie più pregiate per l’AI, il resto del mercato va in affanno. Secondo Reuters, nel secondo trimestre i prezzi medi di vendita di Dram e Nand sarebbero saliti rispettivamente del 44% e del 53% rispetto al trimestre precedente.
Qui Samsung può godere di una posizione di assoluto privilegio. È il maggiore produttore mondiale di memorie, ha una divisione semiconduttori che nel primo trimestre aveva già generato gran parte degli utili del gruppo e ora si trova nella fase più favorevole del ciclo: domanda enorme, offerta insufficiente, prezzi in salita.
Un anno che ne vale quaranta
Il dato più assurdo di Samsung però riguarda le stime sull’intero 2026. Il consenso degli analisti colloca l’utile operativo annuo di Samsung vicino a 300 trilioni di won, circa 196 miliardi di dollari. Kim Yong-Kwan, presidente e capo della strategia della divisione Device Solutions di Samsung Electronics, avrebbe detto ai dipendenti che il profitto di quest’anno della sola divisione chip «supererà tutto quello generato nei circa quarant’anni precedenti di attività nei semiconduttori». 
Il rischio è nella domanda
Il mercato non ha festeggiato quanto si potrebbe aspettare: dopo i numeri, incredibili, il titolo Samsung è sceso, insieme a molti altri nomi di prima fascia dei semiconduttori. Non perché gli utili siano deludenti, ma perché gli investitori iniziano a chiedersi quanto possa durare questo ciclo. Il punto critico è la spesa dei grandi gruppi tecnologici. Google, Microsoft, Amazon e Meta stanno bruciando centinaia di miliardi in data center, server, energia, chip e reti. Finché questa corsa continua, Samsung vende le pale e i picconi nella nuova corsa all’oro, come da metafora ormai diffusa che paragona l’attuale corsa dell’AI alla febbre dell’oro in California a metà Ottocento. Se però gli «hyperscaler» rallentano, rinviano progetti o cercano di monetizzare capacità in eccesso, la pressione sulle memorie può cambiare direzione rapidamente.