corriere.it, 9 luglio 2026
I brasiliani sono i passeggeri più litigiosi con il 98% delle cause mondiali
Sul sito web di Jusbrasil, la piattaforma che raccoglie i procedimenti giudiziari dei tribunali del Brasile, esistono 397.065 casi (tra conclusi e ancora pendenti) che citano «Gol Linhas Aereas S.A.», una delle principali compagnie low cost del Sudamerica. Un numero straordinario per una singola compagnia che l’anno scorso ha trasportato 34,5 milioni. Non che vada molto meglio alla rivale Azul, dove il nome si legge in 66.177 faldoni. Per non parlare di Latam che compare 40.222 volte e che proprio nel Paese deve gestire il 98% delle sue cause intentate dai propri passeggeri.
Tra le compagnie straniere
Percentuali record le aveva anche Alitalia, l’ex compagnia di bandiera del nostro Paese. «Ogni giorno ci arrivavano contestazioni di viaggiatori brasiliani anche per il minimo ritardo o per il semplice cambio di aereo dettato da ragioni operative», racconta al Corriere un ex dirigente del vettore. E l’andazzo, a leggere i documenti ufficiali, non è cambiato nemmeno con Ita Airways: la maggior parte dei 2.566 procedimenti pendenti (per un rischio stimato di circa 4,5 milioni di euro) è in Brasile. Va peggio a Tap Air Portugal, Air France, American Airlines e Aerolineas Argentinas.
L’accusa della Iata
Compagnie particolarmente sfortunate nell’area? Per niente. «Il Brasile è il mercato aeronautico più litigioso al mondo», spiega Peter Cerdá, Regional vice president Americhe per conto della Iata (la principale associazione internazionale delle aviolinee) durante gli ultimi lavori dell’assemblea generale dell’organizzazione che si sono svolti a Rio de Janeiro. «Quasi tutte le cause legali globali nel settore dell’aviazione si concentrano qui, aggiungendo costi significativi ai biglietti», prosegue.
Il confronto con gli altri Paesi
C’è un numero che rende l’idea. Secondo i dati a disposizione della Iata il 98% di tutte le azioni legali intentate dai passeggeri contro le compagnie aeree nel mondo – per voli cancellati, in ritardo, valigie danneggiate o smarrite, infortuni, eccetera – viene discusso in Brasile. Il Paese registra una causa ogni 227 passeggeri trasportati, in Messico la proporzione è di una ogni 27 mila, negli Stati Uniti di una ogni 1,2 milioni di passeggeri.
Il boom dei contenziosi
E ancora. Il 10% dei circa 400 mila procedimenti ancora pendenti nel Paese sono stati intentati da soli 20 avvocati o studi legali. E questo con costi per la giustizia altrettanto significativi. Le spese per i procedimenti avviati dai clienti sono passati da 586 milioni di reais nel 2018 (136,5 milioni di euro al cambio di allora) a 1,16 miliardi di reais nel 2023 (215 milioni di euro), l’ultimo anno con dati consolidati dall’Agenzia nazionale dell’aviazione civile (Anac).
La richiesta di indennizzo
I passeggeri brasiliani ricorrono frequentemente alla giustizia per problemi nella prestazione dei servizi aerei. I casi di overbooking, di bagaglio smarrito, danneggiato o rubato e i ritardi prolungati sono tra le principali cause di azione. E proprio la legislazione «favorevole» ha comportato l’esplosione dei procedimenti nell’ultimo decennio. Per esempio: se nel 2018 erano state proposte circa 64 mila azioni contro i vettori, nel 2019 quel numero è balzato a 109 mila: un aumento del 70% in un solo anno. Per una richiesta, media, di circa 1.100 euro a reclamo.
Quanto pagano i vettori
I dati estratti dal Corriere dal portale della trasparenza di Anac indicano che, soltanto nel 2025, le tre maggiori compagnie aeree nazionali hanno sborsato – soltanto per risarcimenti giudiziari derivanti dalla fornitura di servizi di trasporto aereo passeggeri – circa 232 milioni di euro: 43 milioni li ha pagati Gol, 101 milioni Azul e 88 milioni Latam Airlines. Un balzo del 61% rispetto all’anno precedente. Per avere un’idea dell’impatto: nel 2025 Azul ha pagato risarcimenti pari a circa il 3% del totale dei suoi ricavi.
La possibile correzione (parziale)
Il Supremo Tribunal Federal ha disposto il 26 novembre 2025 la sospensione dei procedimenti giudiziari relativi alla responsabilità civile delle compagnie aeree per cancellazione, modifica o ritardo dei voli. Ma il 10 marzo 2026 è stato chiarito che le cause per fallimenti operativi interni alle compagnie – overbooking, cancellazioni commerciali unilaterali, problemi di manutenzione, mancata assistenza materiale al passeggero – devono proseguire. Sono sospesi solo i casi in cui la compagnia invoca la forza maggiore esterna.
Lo scontro tra due codici
Il nodo giuridico è fondamentale. La controversia che toccherà chiarire riguarda quale statuto disciplini la responsabilità civile del vettore aereo quando il ritardo o la cancellazione deriva da caso fortuito o forza maggiore: il Codice di Difesa del Consumatore o il Codice Brasiliano dell’Aeronautica? Finora ha prevalso il primo, costringendo le compagnie aeree a sborsare soldi anche quando il ritardo era dovuto a situazioni al di fuori del loro controllo (maltempo, incendio, chiusura dell’aeroporto).