corriere.it, 9 luglio 2026
Coniugi mummificati in Valpolicella, il Wwf eredita 1,5 milioni
Tra le colline di Montericco e i vigneti della Valpolicella, la villa dei coniugi Steffenoni verrà trasformata in una riserva naturale. Lo hanno scritto nel loro testamento, nero su bianco, il 75enne Marco e la moglie Maria Teresa Nizzola, prima che i loro corpi mummificati venissero trovati l’anno scorso, il 15 marzo 2025, da tre «urbex», ovvero da un gruppetto di esploratori di edifici abbandonati.
Il patrimonio
La coppia, da sempre amante della natura e degli animali, ha deciso di lasciare la propria eredità al Wwf, che ha ultimato l’inventario di quel patrimonio che si aggira attorno al milione e mezzo di euro. A breve verrà formalizzata la dichiarazione di successione, dopodiché l’associazione potrà iniziare a sviluppare un progetto. «Questo compito spetterà agli uffici del Wwf e in primo luogo all’ufficio Conservazione – fa sapere l’avvocato Gian Pietro Bianchi che ha seguito nelle pratiche dell’eredità il Wwf, di cui gli Steffenoni erano soci dagli anni Ottanta -. Nel frattempo nella proprietà a Montericco sono state installate una serie di telecamere con una duplice funzione: da un lato per osservare la flora e la fauna che popolano il territorio e valutare quindi la futura destinazione dell’area, dall’altro per mettere tutto in sicurezza».
I ladri
Non sono infatti mancate, come è già accaduto in passato, alcune incursioni da parte di chi nella villa sperava di poter trovare ancora qualche oggetto di valore, facendo scattare ulteriori controlli da parte della polizia. La dimora degli Steffenoni è stata infatti in più occasioni saccheggiata e sono stati portati via quadri e altri oggetti di valore acquistati nel corso dei loro innumerevoli viaggi attorno al mondo. Oltre alla villa di Montericco, il Wwf erediterà anche un immobile con alcuni appartamenti e dei terreni nel Mantovano che, stando alle ultime volontà dei coniugi Steffenoni, serviranno per mantenere la riserva naturale.
L’isolamento
Nessuno si era accorto della dipartita silenziosa di Marco e Maria Teresa perché, negli ultimi vent’anni, avevano deciso di vivere come eremiti nella loro villa, tagliando i rapporti con il mondo esterno. La coppia non era mai stata particolarmente socievole, ma si era isolata ancora di più dopo che Marco aveva chiuso il suo studio dentistico a pochi passi dalla Casa di Giulietta, tra la fine degli anni Novanta e l’inizio degli anni Duemila. Per un periodo avevano dato in affitto le stanze della loro villa ad alcuni studenti universitari ma poi avevano deciso di cessare quell’attività. Negli ultimi tempi era infatti stato licenziato persino il loro giardiniere di fiducia.
I corpi dei coniugi
Quando sono stati trovati quei corpi mummificati, Marco e Maria Teresa erano già morti da tre mesi a causa di una fuga di monossido di carbonio. I tre «urbex» si erano intrufolati nella villa credendo che fosse disabitata: all’esterno avevano visto la cassetta della posta strabordare di lettere e la dimora era infestata dalle mosche. Avevano poi trovato Maria Teresa, ormai irriconoscibile, seduta su una poltrona davanti al camino, mentre Marco era al piano di sopra a terra nella camera da letto. Era stata chiamata la polizia e la villa era stata posta sotto sequestro.
Il nodo dell’eredità
Erano stati trovati all’inizio diversi testamenti e bisognava capire quale fosse il più recente e chi dei due fosse morto per primo. Qualche parente di Maria Teresa aveva provato a farsi avanti, per poi scoprire che l’intero patrimonio sarebbe finito nelle mani del Wwf. I coniugi Steffenoni hanno lasciato questo mondo in punta di piedi e persino i loro funerali si sono celebrati in gran segreto. L’associazione ambientalista ha dovuto aspettare i tempi tecnici della burocrazia prima di poter seppellire, lo scorso febbraio, i coniugi nella cappella di famiglia di Maria Teresa Nizzola, nel Mantovano. I cadaveri della coppia sono infatti rimasti per oltre un anno nella sezione di Medicina legale dell’ospedale di Borgo Roma.
Gli «Urbex»
Nel frattempo quella villa è diventata la meta ambita di altri gruppetti di «urbex» che a Pasqua 2025 si erano cimentati nell’esplorazione della dimora dei coniugi Steffenoni, trovandosi però faccia a faccia con una banda di ladri che stava smontando alcuni pezzi delle auto di lusso di Marco e Maria Teresa. Un mese fa erano state poi arrestate due persone che, dal Piemonte, si erano appositamente recate a Montericco per razziare la dimora della coppia, ora costantemente sorvegliata dalle telecamere, nell’attesa della creazione dell’oasi naturale.