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 2026  luglio 09 Giovedì calendario

Brian Johnson, il milionario che voleva essere immortale, ha la gastrite autoimmune

È famoso per essere il paladino del biohacking, la pratica nata nella Silicon Valley che ha come obiettivo quello di ottimizzare la biologia: dal digiuno intermittente alla meditazione, dalle saune a infrarossi alla sospensione a testa in giù per stimolare il flusso sanguigno fino a interventi estremi come l’impianto di microchip per cercare di superare i limiti naturali del corpo. Bryan Johnson, 48 anni, imprenditore tecnologico statunitense e fondatore di Blueprint, noto per aver investito milioni di dollari nel tentativo di rallentare l’invecchiamento e per il documentario Netflix Don’t Die: l’uomo che vuole vivere per sempre ha raccontato sui social di essere affetto da gastrite autoimmune (Aig), una patologia rara che porta il sistema immunitario ad attaccare la mucosa dello stomaco. In un post ha scritto: «Il mio stomaco si sta divorando da solo. Il mio corpo ha iniziato a sviluppare un processo autoimmune che ha colpito la tiroide e poi la mucosa gastrica».
Che cos’è e come si scopre
«La gastrite autoimmune è una patologia rara, spesso non diagnosticata, che riguarda circa il 2 per cento della popolazione. In molti casi però rimane  “silenziosa” perché non dà sintomi particolari, ma solo una sensazione di sazietà precoce e di digestione lenta. Di solito la si scopre con un semplice esame del sangue per rilevare l’eventuale presenza di anticorpi contro le cellule parietali dello stomaco», spiega il Vito Annese, direttore dell’Unità di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva dell’Irccs Policlinico San Donato, professore di Gastroenterologia all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano – «Il sistema immunitario attacca le cellule dello stomaco, causando un’infiammazione (gastrite) e una progressiva distruzione della mucosa (gastrite atrofica). In questo modo si riduce in maniera progressiva la presenza di ghiandole che producono l’acido gastrico, cioè le principali ghiandole dello stomaco: la riduzione della produzione di acido determina sua volta la riduzione di assorbimento del ferro e di assorbimento della vitamina B12 per deficit di produzione del fattore intrinseco aumentando il rischio di sviluppare un’anemia. Nel caso in cui la gastrite abbia causato un’anemia importante e carenza di vitamina B12 possono verificarsi anche astenia, sensazione di mancanza di respiro e formicolii oppure parestesie agli arti inferiori».
La gastrite autoimmune è una malattia incurabile perché, a oggi, non esiste una terapia che possa portare a una risoluzione definitiva. L’obiettivo della terapia è la gestione dei sintomi, la supplementazione vitaminica e la prevenzione delle complicanze a lungo termine. «Oltre ad alcune regole alimentari valide per tutte le gastriti come evitare cibi troppo grassi, fumo ed eccesso di alcol, nel caso della gastrite autoimmune è importante assumere integratori di vitamina B12 e fare infusioni di ferro» chiarisce il professore – «Il sogno di immortalità di Bryan Johnson non sarà spezzato per questa diagnosi: la gastrite autoimmune non è una patologia che accorcia la vita. Bisogna però sottoporsi a controlli periodici per rilevare eventuali cambiamenti o danni più gravi, generalmente facendo una gastroscopia ogni 2-3 anni perché è classificata come situazione precancerosa. Ben venga che l’imprenditore voglia condividere le informazioni sui social ma senza fare terrorismo perché l’andamento della patologia è generalmente benigno. Parlarne pubblicamente può aumentare la conoscenza e magari spingere le persone a fare ulteriori controlli nel caso di anemia non ben spiegata», conclude il medico.