Corriere della Sera, 9 luglio 2026
Le Pen parte con un bagno di folla. Ma crescono i fischi
Uno dei più vecchi slogan lepenisti è l’ormai quasi dimenticato «Mani pulite e testa alta», gridato negli anni in cui Jean-Marie e Marine si dichiaravano diversi, più onesti e più orgogliosi, e accusavano tutti gli altri politici di essere corrotti e venduti. Ieri però quello slogan è stato riesumato dagli oppositori e trasformato in «Mani sporche e testa bassa», negli striscioni e nei cori dei circa 60 militanti melenchonisti ed ecologisti che hanno aspettato Marine Le Pen e Jordan Bardella al mercato di La Flèche, poco lontano da Le Mans.
All’indomani della condanna in appello per appropriazione indebita di fondi pubblici, e della decisione di candidarsi comunque per la quarta volta all’Eliseo, Marine Le Pen ha scelto di cominciare subito la sua campagna elettorale con l’esercizio che tradizionalmente le riesce meglio: il bagno di folla tra la bancarelle di una cittadina di provincia, tra un produttore bio che le fa assaggiare le albicocche e i ragazzini alle finestre che gridano «Marine présidente, Marine présidente!», come se una popstar avesse incredibilmente deciso di andare a salutare proprio loro, proprio lì.
È un copione che si ripete da anni, e che dimostra un dato di fatto difficile da smentire: al di là di mille ragioni socio-politiche, delle considerazioni sul voto di protesta o di adesione, Marine Le Pen è davvero popolare, amata, riconosciuta da tantissime persone come «una di loro», il che non è poco per una esponente politica che evoca il «popolo» a ogni frase dei suoi discorsi, e che ha cominciato la sua ennesima battaglia per diventare la presidente di tutti i francesi.
Le novità, ieri, erano due: la presenza al suo fianco di Jordan Bardella, ridimensionato e riportato al suo ruolo naturale di accompagnatore, delfino e aspirante primo ministro, dopo avere accarezzato per qualche mese il sogno di sostituire Marine nella corsa all’Eliseo se lei non avesse potuto presentarsi; e poi i contestatori, più numerosi e rumorosi del solito, con i loro cartelli «delinquente!» che rompevano la versione lepenista di presunzione di innocenza, almeno fino a quando non si sarà pronunciata anche la Cassazione.
Nessun rischio reale per il ticket «Le Pen-Bardella», come lo chiama la stessa Marine, anche perché il dispositivo di sicurezza è sempre imponente. Ma la passeggiata trionfale tra la folla è stata comunque più breve del solito, una presenza di appena 27 minuti in una cittadina da tempo roccaforte non solo del Rassemblement national ma proprio della famiglia Le Pen, in particolare della sorella Marie-Caroline e di suo marito l’eurodeputato Philippe Olivier, genitori di Nolween Olivier, ex fidanzata di Jordan Bardella appena nominata direttrice della comunicazione della campagna della zia.
«Se i miei avversari riescono solo a contestarmi, significa che non hanno niente da proporre ai francesi», ha detto Marine Le Pen, bollando l’estrema sinistra di Jean-Luc Mélenchon di «guastatori della democrazia». «Sono felice di cominciare la campagna con Marine – ha detto senza particolare fantasia Jordan Bardella —, lavoreremo come sempre, mano nella mano». Dopo neanche mezz’ora hanno lasciato La Flèche e sono ripartiti, su due auto diverse, in direzione di Parigi per una riunione della direzione nazionale del partito.
Gli oppositori possono avere in parte rovinato lo show, ma il primo sondaggio Ifop arrivato qualche ora dopo conferma e anzi accentua la posizione di favorita di «Mlp» per il voto del 18 aprile e 2 maggio 2027: 36% al primo turno, quattro punti in più dopo la condanna di ieri, davanti a Edouard Philippe fermo al 19% e Mélenchon al 15%. Soprattutto, se si votasse domenica, al secondo turno Le Pen batterebbe Philippe 54% a 46% e conquisterebbe l’Eliseo.