Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  luglio 09 Giovedì calendario

In Vigilanza è ancora stallo. E i vannacciani chiedono spazio

Un passo dopo l’altro. La maggioranza tenta un approccio graduale per superare lo stallo creatosi sulla commissione di Vigilanza Rai, dopo le dimissioni in blocco delle opposizioni, seguite da quelle del centrodestra. Come preannunciato, ieri le opposizioni hanno lasciato scadere il termine entro cui presentare i nomi dei componenti della prossima commissione, stabilito dai presidenti di Camera e Senato, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa. Quest’ultimo ha ribadito che la soluzione va trovata tra i partiti. Servono 27 voti in commissione per la ratifica del presidente della Rai. In base all’attuale composizione delle Camere (coi «cambi di casacca» avvenuti) la maggioranza ne conterebbe 25. Le opposizioni temono che, conquistando due commissari, potrebbe far ripartire la Vigilanza, nominando anche i vertici Rai. L’allarme viene anche dal fatto che ieri il centrodestra ha fatto il punto sulla riforma Rai per farla ripartire. Tutto prima delle elezioni. Ma chi possono essere i due commissari? Gli occhi sono puntati sul membro di Azione, che potrebbe essere allettato dal mollare l’opposizione in cambio della presidenza della Vigilanza Rai. Il voto mancante dovrebbe venire dal Misto, dove però sono entrati in forze gli otto di Futuro nazionale: «Siamo la componente più numerosa, perché ci viene negata una rappresentanza?» ha scritto il deputato Edoardo Ziello a Fontana.