Corriere della Sera, 9 luglio 2026
In Vigilanza è ancora stallo. E i vannacciani chiedono spazio
Un passo dopo l’altro. La maggioranza tenta un approccio graduale per superare lo stallo creatosi sulla commissione di Vigilanza Rai, dopo le dimissioni in blocco delle opposizioni, seguite da quelle del centrodestra. Come preannunciato, ieri le opposizioni hanno lasciato scadere il termine entro cui presentare i nomi dei componenti della prossima commissione, stabilito dai presidenti di Camera e Senato, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa. Quest’ultimo ha ribadito che la soluzione va trovata tra i partiti. Servono 27 voti in commissione per la ratifica del presidente della Rai. In base all’attuale composizione delle Camere (coi «cambi di casacca» avvenuti) la maggioranza ne conterebbe 25. Le opposizioni temono che, conquistando due commissari, potrebbe far ripartire la Vigilanza, nominando anche i vertici Rai. L’allarme viene anche dal fatto che ieri il centrodestra ha fatto il punto sulla riforma Rai per farla ripartire. Tutto prima delle elezioni. Ma chi possono essere i due commissari? Gli occhi sono puntati sul membro di Azione, che potrebbe essere allettato dal mollare l’opposizione in cambio della presidenza della Vigilanza Rai. Il voto mancante dovrebbe venire dal Misto, dove però sono entrati in forze gli otto di Futuro nazionale: «Siamo la componente più numerosa, perché ci viene negata una rappresentanza?» ha scritto il deputato Edoardo Ziello a Fontana.