Corriere della Sera, 9 luglio 2026
Frederiksen alla Casa Bianca: non siamo in vendita
Le rivendicazioni sulla Groenlandia che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha rilanciato a margine del summit Nato di Ankara non hanno colto di sorpresa la premier danese Mette Frederiksen. È da gennaio che Copenaghen e Nuuk ci stanno facendo i conti.
Per la precisione è dal 2019 che Frederiksen tenta di tenere a bada quello che un tempo veniva considerato il migliore alleato della Danimarca: gli Stati Uniti. Allora Trump propose per la prima volta di acquistare l’isola artica e la premier danese respinse l’offerta definendola «assurda». Per ripicca il presidente Usa cancellò una visita di stato in Danimarca che era programmata da tempo.
Ieri Trump è tornato alla carica: «La Groenlandia dovrebbe essere controllata dagli Stati Uniti», ha detto. Frederiksen arrivando al vertice Nato ha detto che «la Groenlandia, ovviamente, non è in vendita»: «Ci auguriamo che tutti, compresi tutti gli alleati, rispettino il diritto all’autodeterminazione del popolo groenlandese», ha aggiunto, «siamo Stati sovrani e abbiamo bisogno che tutti rispettino la nostra integrità territoriale e la nostra sovranità». Ha poi aggiunto che la Danimarca è «pronta a difendere ogni pollice della Nato, compreso il proprio territorio. L’articolo 5 vale per il versante orientale, per gli Usa e vale anche per la Groenlandia». Copenaghen sa di avere dalla propria parte tutti i ventisei Paesi che compongono l’Unione europea e che hanno mostrato solidarietà con la Danimarca già nel vertice d’urgenza convocato a Bruxelles in gennaio, uno dei rari casi di profonda unità. Ieri la Commissione europea ha ribadito che «l’Ue è pienamente solidale con la Danimarca e il popolo della Groenlandia». Le tensioni legate alle ambizioni di Trump si erano parzialmente attenuate solo dopo che il presidente Usa aveva raggiunto un accordo preliminare a Davos, in Svizzera, con il segretario generale della Nato Mark Rutte per rafforzare la sicurezza nell’Artico. Ancora ieri Rutte ha sottolineato che «c’è un enorme rischio che Cina e Russia ottengano maggiore accesso all’Artico».
È intervenuto anche il primo ministro della Groenlandia, Jens-Frederik Nielsen, che ha ripetuto che l’isola artica «non è in vendita» e ha esortato Trump a rispettarne l’integrità territoriale e il diritto all’autodeterminazione. In un breve messaggio pubblicato sul suo profilo Facebook, Nielsen ha sottolineato che «il futuro della Groenlandia viene deciso da noi in Groenlandia, non da altri». «Ribadire il desiderio di acquisire o controllare la nostra terra non cambia le cose», ha sottolineato Nielsen.