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 2026  luglio 08 Mercoledì calendario

Trump sblocca Gpt-5.6

Il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha concesso a OpenAI il via libera per il lancio pubblico della sua tecnologia più avanzata, il modello Gpt-5.6, revocando le direttive che ne limitavano l’uso a un gruppo ristretto di partner governativi.
Lo scrive Axios, sulla base di quanto appreso da fonti informate sulla vicenda.
L’architettura di GPT-5.6: Sol, Terra e Luna
Gpt-5.6 è la nuova generazione di intelligenza artificiale creata da OpenAI, la società guidata da Sam Altman tra più influenti del mondo nello sviluppo dell’IA, presentata alla fine di giugno e disponibile in tre versioni.
Il modello di punta si chiama Sol ed è progettato per offrire le massime prestazioni nel campo della programmazione e della sicurezza informatica. È quello, insomma, che preoccupava di più l’amministrazione statunitense.
Attorno a questo gravitano Terra, un’opzione di medio livello pensata per bilanciare efficienza e costi, e Luna, il sistema più rapido e accessibile della famiglia.
I nomi scelti richiamano alcuni noti progetti del settore delle criptovalute crollati in passato. L’uscita di questa famiglia di modelli IA era stata inizialmente frenata dal governo statunitense, che aveva imposto una fase di scrutinio per analizzare le capacità dei sistemi.
La strategia più cauta della Casa Bianca
L’intervento di Washington segna una svolta nell’approccio dell’amministrazione guidata da Donald Trump. Durante tutto il 2025, i funzionari statunitensi avevano sostenuto la deregolamentazione del settore per mantenere un vantaggio competitivo sui rivali internazionali.
L’introduzione di nuovi strumenti capaci di individuare vulnerabilità informatiche ha alterato questa strategia. Nelle scorse settimane l’esecutivo ha chiesto a OpenAI di rallentare la diffusione di GPT-5.6.
L’azienda di San Francisco ha accettato di limitare l’accesso ai propri prodotti, sottoponendo la tecnologia ai test del Center for AI Standards and Innovation del Dipartimento del Commercio. Superate le verifiche tecniche, le autorità hanno rimosso il blocco, aprendo la strada alla distribuzione commerciale.
Il caso Fable 5 e il rischio sicurezza
La vicenda di OpenAI e Gpt-5.6 si intreccia con quella di un suo diretto concorrente, Anthropic, l’azienda nota per Claude Cowork, l’IA agentica che scrive codice e svolge compiti complessi senza la supervisione umana.
Il mese scorso, il governo federale statunitense aveva imposto divieti di esportazione d’emergenza su Mythos e Fable 5, i due modelli più avanzati della società di cui è amministratore delegato Dario Amodei.
Fable 5 è un sistema avanzato dotato di difese specifiche contro l’uso per fini di criminalità informatica. L’amministrazione Trump temeva che cittadini stranieri potessero aggirare le protezioni e utilizzare gli strumenti per lanciare attacchi hacker o condurre operazioni di sorveglianza.
Le limitazioni su Fable 5 sono state rimosse pochi giorni fa, solo dopo che Anthropic si è impegnata a rilevare in modo proattivo le attività malevole e a condividere le proprie scoperte con il governo (qui il comunicato ufficiale di Anthropic).
Le decisioni statunitensi stanno spingendo altre potenze a rivedere le proprie strategie.
Secondo Reuters, le autorità cinesi hanno recentemente organizzato incontri con i vertici di Alibaba, ByteDance e la startup Z.ai, creatrice del potente modello GLM 5.2.
L’obiettivo delle riunioni è valutare restrizioni all’accesso straniero per i sistemi sviluppati in Cina, accompagnate da sanzioni più severe per il furto di tecnologia.
Finora le aziende cinesi hanno adottato un approccio aperto, pubblicando gratuitamente i codici sorgente dei loro modelli per colmare il divario tecnologico e guadagnare utenti a livello internazionale.
Questa dinamica è oggi considerata un potenziale rischio per la sicurezza nazionale da parte di Pechino, preoccupata che concorrenti stranieri possano sfruttare le architetture cinesi a proprio vantaggio.
Perché l’Occidente teme la stretta cinese
In un mercato dominato dai costosi sistemi proprietari della Silicon Valley, le aziende asiatiche avevano finora offerto un’alternativa irresistibile per le imprese, anche occidentali, distribuendo liberamente l’architettura dei propri prodotti più avanzati.
La crescita dei modelli cinesi non è più soltanto una questione di prestazioni nei benchmark. Secondo OpenRouter, che ha analizzato oltre 100 trilioni di token serviti tra novembre 2024 e novembre 2025, i modelli open-weight sono arrivati a rappresentare circa un terzo dell’uso complessivo sulla piattaforma.
Dentro questa avanzata, i modelli cinesi sono passati da una presenza marginale a picchi vicini al 30% del traffico totale in alcune settimane, trainati soprattutto da DeepSeek e Qwen.
Il segnale è visibile anche nelle classifiche tecniche. Artificial Analysis ha indicato che la frontiera cinese degli open-weight ha superato quella statunitense già nel novembre 2024, con Alibaba QwQ, e che DeepSeek R1 ha poi consolidato quel vantaggio.
Su OpenLM Chatbot Arena, diversi modelli cinesi, tra cui GLM di Z.ai, Qwen di Alibaba, DeepSeek, Kimi di Moonshot, MiniMax e MiMo di Xiaomi, compaiono nella parte alta della classifica globale, accanto ai sistemi di OpenAI, Anthropic e Google.
Ora che il governo cinese valuta di chiudere i rubinetti in nome della sicurezza nazionale, l’intero ecosistema globale dell’innovazione rischia di trovarsi improvvisamente a corto di risorse e di dover riscrivere i propri piani aziendali.
L’economia del codice aperto
Il successo internazionale di sistemi come Qwen di Alibaba e R1 di DeepSeek è guidato da un modello di business inedito, capace di unire elevate prestazioni tecniche a una strategia di distribuzione totalmente pubblica.
Colossi come OpenAI o Anthropic offrono l’accesso alle proprie creazioni esclusivamente tramite interfacce a pagamento (conosciute come API) controllate a distanza.
Le società cinesi, al contrario, tendono a pubblicare online i “pesi” dei loro modelli, ovvero i parametri matematici fondamentali che fanno funzionare l’intelligenza artificiale.
Questo approccio permette agli sviluppatori di tutto il mondo di scaricare il codice, installarlo sui propri server e modificarlo liberamente.
Per una giovane impresa tecnologica, questa libertà si traduce in un risparmio vitale. I costi operativi per l’utilizzo dei sistemi cinesi sono stimati tra le dieci e le venti volte inferiori rispetto alle alternative americane.
Poter addestrare l’algoritmo su dati sensibili senza doverli trasmettere all’esterno risolve peraltro molte questioni legate alla riservatezza industriale.