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 2026  luglio 08 Mercoledì calendario

Ungheria, la tv pubblica si autosospende e chiede scusa per le bugie sotto Orbán

“I media pubblici non possono mentire. Ci scusiamo per averlo fatto per tanti anni”. Così comincia il messaggio, su un luttuoso fondo nero, che gli ungheresi si sono trovati di fronte oggi quando si sono sintonizzati su M1, il principale canale televisivo del Paese che negli ultimi 16 anni è stato il veicolo della propaganda del primo ministro sovranista e filorusso Viktor Orbán e che ora è stato costretto a una svolta dal nuovo leader Peter Magyar, trionfatore delle elezioni di aprile. “I media pubblici si stanno ora trasformando per essere indipendenti e credibili in futuro. Il servizio di notizie è temporaneamente sospeso. Restate sintonizzati”, continua il testo che ha interrotto improvvisamente la programmazione dopo che, in mattinata, si era insediato nella sede della tv András Horváth, il nuovo Ceo della società Mtva, di proprietà statale, che con il suo nuovo team ha già convocato e sospeso immediatamente alcune figure di rilievo della tv, ree di aver per anni suonato il piffero della controrivoluzione orbaniana. Anche i siti web mostravano una schermata nera, mentre la frequenza radiofonica Kossuth ha iniziato a trasmettere la programmazione dell’emittente musicale Bartók.
Magyar: “Ora è finita”
M1 in serata ha ripreso temporaneamente le trasmissioni in un nuovo formato, con film ma senza notiziari, formato che durerà fino a quando non verrà creata una nuova direzione giornalistica. “È un giorno storico. Si è conclusa oggi la trasmissione della propaganda sui media pubblici”, ha scritto in un post su Facebook Magyar: “Mentivano di notte, mentivano di giorno, mentivano su ogni lunghezza d’onda. Ora è finita”.
Uno storico schermo nero
Il primo canale della tv pubblica è stato fondato nel 1957 e in 70 anni ha mostrato uno schermo nero solo in caso di problemi tecnici e, più raramente, in occasione della morte di una figura pubblica, come il 12 dicembre 1993 alla scomparsa di József Antall, il primo primo ministro ungherese eletto democraticamente.
Oltre ai media pubblici, il nuovo governo ha preso di mira anche le emittenti private di proprietà di imprenditori vicini a Orbán. Dopo le elezioni la principale emittente privata, TV2, ha sostituito i volti di punta dei telegiornali e allontanato il proprio direttore dell’informazione.
La rivoluzione di Magyar
Ad aprile, dopo la vittoria, Magyar aveva annunciato la svolta con parole durissime proprio ai microfoni di M1. Aveva bollato il sistema come una cassa di risonanza di stampo “goebbeliano”, ormai “agli ultimi giorni": “Mi avete invitato soltanto ora per illustrare il programma, avete mentito sui miei figli, mi avete insultato”, ma “domenica si è compiuta una rivoluzione, continuare a mentire non ha più senso”, aveva aggiunto, confermando la volontà di smantellare il tg e di tagliare i finanziamenti fino al “ripristino del loro carattere di servizio pubblico": “Non si tratta di vendetta, ma di restituire agli ungheresi media pubblici che raccontino la realtà”, aveva concluso.
In meno di tre mesi, Magyar, conservatore moderato, ha ribaltato la politica europea e filorussa di Orbán e messo nel mirino il sistema del suo predecessore, dai media all’economia fino alla politica, con la reiterata richiesta di dimissioni nei confronti del presidente della Repubblica, l’orbaniano Tamas Sulyok.