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 2026  luglio 08 Mercoledì calendario

Pa, la carica dei giovani: +33% in un anno

Il Pnrr ha dato impulso anche alla crescita dei dipendenti pubblici, oltre che delle infrastrutture: nel 2024 gli occupati under 30 sono passati da 157,9 mila a quasi 210mila unità, con un incremento del 33% in un solo anno. È aumentato anche il numero totale dei dipendenti pubblici, che ha raggiunto quota 3.388.794, con un aumento dell’1,8% rispetto al 2023. Le previsioni sono di superare i 3,4 milioni di addetti entro fine anno. Ma l’età media rimane ancora molto alta, anche se è scesa leggermente sotto i 50. E la maggioranza dei dipendenti pubblici (il 54%) è tuttora composta da ultracinquantenni, di cui oltre 121mila hanno già compiuto i 65 anni. Sono i dati del report Fpa, che ha rielaborato i dati del Conto Annuale 2024 della Ragioneria Generale dello Stato.
Ai nuovi giovani dipendenti, inoltre, la Pubblica Amministrazione non offre ancora, nonostante l’accelerazione dei rinnovi, salari adeguati a tenere il passo con l’aumento del costo della vita, e un welfare che possa essere paragonabile ai livelli raggiunti nel privato.
Welfare, questo sconosciuto
Secondo l’indagine presentata oggi all’Assemblea di Flp, la pubblica amministrazione destina al welfare una quota molto piccola della spesa complessiva per gli stipendi dei dipendenti, pari a circa lo 0,11%. Una percentuale che, nel privato, arriva all’1–2%: un gap strutturale di oltre 10 volte. Dalla ricerca che Bigda ha eseguito per Flp, il sindacato dei lavoratori pubblici e delle pubbliche funzioni, il confronto è impietoso. La Pa ha 3,7 milioni di lavoratori e spende in welfare circa il 90% in meno del privato.
Non solo: il tetto di detassazione nel settore pubblico arriva fino a un massimo di 800 euro, mentre nel privato si sale fino a 5mila. Vale a dire che un dipendente pubblico può ricevere al massimo 800 euro netti con tassazione agevolata contro i 5.000 euro di un lavoratore del privato. Inoltre la sanità integrativa, tra i benefit più richiesti, è quasi del tutto assente nella Pa.
“Il welfare non può essere considerato un tema laterale. Non è una concessione gentile, non è un catalogo di benefit, non è un accessorio da inserire quando avanzano risorse. – ha obiettato nella sua relazione il segretario della Flp Marco Carlomagno – Il welfare è una parte della qualità del lavoro. E, proprio per questo, è anche una parte della qualità dei servizi pubblici”.
“La quota del monte salari destinata al welfare pubblico è dello 0,11 per cento secondo i dati del Conto Annuale 2024 del Mef – ha aggiunto Carlomagno – Nel privato la media è dell’1,5 per cento. Nelle grandi imprese si arriva al 2,2 per cento. Tradotto in euro, un dipendente pubblico riceve circa 330 euro l’anno di welfare, contro i 4.500-9.000 euro di un lavoratore di un’azienda privata strutturata”.
Dove aumentano i lavoratori
L’aumento maggiore dei dipendenti è nel settore dell’Istruzione e Ricerca (+60mila addetti nel biennio 2022-2024) e della Sanità (+32mila). Ad aumentare è anche il numero dei laureati: grazie ai nuovi ingressi con gli ultimi concorsi hanno raggiunto la quota del 59%.
I dati “confermano come il Pnrr abbia rappresentato una spinta senza precedenti per l’inserimento nella Pa di nuove competenze e profili professionali. – sottolinea Gianni Dominici, amministratore delegato di FPA – Sono oltre 63.000 le procedure di selezione pubblicate su inPA dalle amministrazioni italiane dall’avvio del portale ad oggi, con oltre 730.000 posizioni bandite attraverso concorsi, avvisi di ricerca esperti e procedure di mobilità. La vera sfida sarà completare il ricambio generazionale, senza però disperdere il capitale umano esistente”.
Retribuzioni reali più povere
Rimane però non del tutto risolta la questione delle retribuzioni che faticano a reggere il passo con la riduzione del potere di acquisto, nonostante l’accelerazione dei rinnovi contrattuali, che stanno avvenendo finalmente nel corso del triennio di riferimento. Tra il 2014 e il 2024, la retribuzione reale (depurata dall’inflazione) è scesa da 34.374 euro a 32.883 euro.