corriere.it, 8 luglio 2026
Muse, la nuova Ia di Meta che genera immagini con le foto degli utenti di Instagram
I primi risultati della campagna acquisti di talenti e del laboratorio di super intelligenza che Meta ha messo in piedi stanno arrivando. Dopo Muse Spark, il modello che oggi permette a Meta AI di ragionare molto meglio rispetto alle prime versioni, ora la società si è concentrata su quello che è in fondo il principale prodotto delle sue piattaforme: l’immagine. Muse Image è un nuovo modello di linguaggio che verrà integrato non solo sull’app Meta AI – dove, lo ricordiamo, è stato integrato anche una sorta di nuovo social, Vibes, per condividere i propri progetti – ma anche su tutti i social media: prima Instagram e WhatsApp, poi nei prossimi mesi anche Facebook. Prima negli Stati Uniti e in alcuni paesi – dovrebbe esserci anche l’Italia – poi in tutto il mondo. Un rilascio graduale per una nuova funzione che dovrebbe riammettere Meta nella corsa sfrenata per la produzione di contenuti con l’AI. Insieme ai rivali come ChatGpt e Google Nano Banana. Dalla sua, però, Zuckerberg ha un’arma in più. Mentre ci incuriosiremo per provare questa nuova funzione, noi esseri umani dobbiamo però anche dedicare un momento a pensare se davvero vogliamo che tutte le immagini che abbiamo condiviso su Instagram diventino una fonte di ispirazione per questo nuovo modello.
Cosa può fare Muse Image
Per spiegare l’utilità di Muse Image, Meta scrive: «È il partner creativo che conosce il tuo mondo, rendendo facile trasformare le tue idee in immagini di alta qualità. Con un solo tocco puoi restaurare una vecchia foto di famiglia, vedere come ti starebbero le acconciature di tendenza o trasformarti in un personaggio di animazione in plastilina». Meta, anche in questo caso, ha creato una AI con l’obiettivo di integrarla sui suoi servizi: fornire un esempio per immagini durante una conversazione su WhatsApp, modificare una foto che vogliamo condividere su Instagram, inserire un filtro efficace su una storia. A proposito, ce ne saranno trenta nuovi, pre-impostati, che verranno aggiunti sul social. Non mancano gli strumenti di lavoro, per creativi e addetti al marketing. E prossimamente sarà reso disponibile anche uno strumento dedicato a chi fa pubblicità sulle piattaforme, chiamato Advantage+ Creative. Per capire meglio cosa stiamo chiedendo – e dunque rispondere in modo più efficace – Muse Image sfrutta le capacità di ragionamento dell’altro modello della famiglia, Muse Spark. Meta ha già annunciato, poi, che è in arrivo il suo primo modello Muse per la generazione di video.
Come escludere il tuo account Instagram
L’idea di portare la sua AI nei luoghi già più frequentati del mondo digitale è ovviamente il punto di forza di Meta. Ma è anche una forzatura, un obbligo che ha fatto storcere il naso a molti utenti quando l’icona di Meta AI si è imposta sulle loro bacheche Instagram e tra le loro chat WhatsApp. Anche in questo caso, come allora, è bene prestare attenzione ai propri dati e a ciò che questo nuovo modello può e non può fare. Muse Image infatti può utilizzare tutti i contenuti condivisi su Instagram per generare immagini. Se all’interno del prompt viene inserita una «mention» – come @corriere – pescherà le immagini da quel profilo per poi creare un nuovo contenuto. La regola vale solo per gli account pubblici: non potrà accedere quindi alle foto di chi ha scelto di lasciare il suo profilo privato. Se non si vuole dare questa possibilità agli utenti che usano Meta AI, se si vuole insomma che le proprie foto su Instagram non siano una fonte di ispirazione per l’AI, bisogna seguire la procedura di opt-out. Sull’app di Instagram, nella sezione del proprio profilo, si accede alle impostazioni attraverso le tre righe in alto a destra. Serve poi andare alla scheda «Condivisione e riutilizzo» e poi disattivare la funzione «Consenti alle persone di creare contenuti e riutilizzare il tuo audio originale su Meta AI».