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 2026  luglio 08 Mercoledì calendario

Vigilanza Rai, l’opposizione fa muro: niente nuovi nomi

Si profila un muro contro muro sulla nomina della commissione di Vigilanza Rai, dopo le dimissioni di tutti i suoi membri, la scorsa settimana. E arriva anche qualche manifestazione di piazza, chiamata dall’opposizione. Scade oggi il termine entro cui i partiti dovranno indicare i propri membri per ricomporre l’organismo, secondo quanto chiesto ieri dai presidenti di Camera e Senato, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa. Ma per le opposizioni, le prime a dimettersi per protesta contro lo stallo perdurante della commissione, questo atto è l’ennesima forzatura, poiché non è stato preceduto da alcun confronto e per di più stabilisce un termine di 24 ore.
Pd, M5S, Avs, Iv e Azione dunque non indicheranno alcun parlamentare: «La maggioranza – affermano i capigruppo M5S al Senato e alla Camera Luca Pirondini e Riccardo Ricciardi – ha bloccato la vigilanza Rai per quasi due anni. Ora qualsiasi accelerazione sarebbe strumentale». Secondo i due parlamentari, l’obiettivo della maggioranza è occupare la Vigilanza Rai a un anno dalle elezioni: «Se lo facessero – dicono – saremmo di fronte a un golpe parlamentare». Dal Pd trapela molto disappunto «per la gestione burocratica» di Fontana e La Russa ma i toni restano bassi.
Nel tardo pomeriggio si è tenuta una riunione tra la capogruppo dem alla Camera, Chiara Braga, il capogruppo dem in Vigilanza, Stefano Graziano, Dario Carotenuto (M5S), Angelo Bonelli (Avs), Maria Elena Boschi (Iv) e Matteo Richetti (Azione). L’obiettivo comune è rispondere duramente ai presidenti delle Camere con una lettera, riepilogando punto per punto i termini della querelle. Non sono escluse manifestazioni in piazza. Per il Pd resta fondamentale approvare una riforma Rai che applichi il Media Freedom Act europeo, soprattutto laddove richiede un passo indietro del governo dalla Rai.
Oggi è possibile che sia la maggioranza a riunirsi per scegliere una linea comune. «Parliamoci chiaro – dice Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati —: non si può stare senza commissione a un anno dal voto». Forza Italia ha già indicato i propri nominativi, come ha spiegato Stefania Craxi, capogruppo al Senato, confermando quelli precedenti, più Mario Occhiuto, visto che il gruppo è arrivato a quota venti. Per Craxi «continua imperterrita la volontà di parte dell’opposizione di bloccare tutto, ricorrendo a scuse risibili». Per Stefano Candiani, membro uscente della Lega, sarebbero da escludere forzature della maggioranza, come quella di indicare d’ufficio i nomi dell’opposizione. Un’ipotesi che resta in campo ma che non risolverebbe il problema se i membri dell’opposizione, così indicati, si dimettessero subito. Intanto la riforma della governance Rai aspetta ancora che la maggioranza in commissione Bilancio trovi la quadra sui 37 emendamenti, senza della quale non si va avanti.