Corriere della Sera, 8 luglio 2026
Vendevano informazioni a Mosca. Arrestati due ex 007 italiani
Sono accusati di aver rivelato l’identità di alcuni agenti del controspionaggio italiano, mettendoli in pericolo. E di aver ceduto informazioni sensibili. Pedinati, filmati mentre erano seduti sulla panchina di un parco a leggere bigliettini, contenenti segreti di Stato. O chinati in prossimità di un muro per inserire in una cavità schede micro sd. Ieri sono stati arrestati per aver ceduto dati segretissimi su intelligence e armamenti prodotti dal nostro Paese a Mikhail Astakhov, 007 russo agente del Gru, l’intelligence militare, dotato di passaporto diplomatico. In cambio: mazzette di contanti.
Gavino Raoul Piras, 59enne, ex appartenente al comparto di intelligence italiano e già sottoufficiale dell’Arma è stato arrestato. Per ogni informazione avrebbe ricevuto bustarelle da quattromila euro in contanti. Ma il 59enne non sarebbe stato il solo agente reclutato dai servizi segreti russi. Il secondo arrestato è Vincenzo Di Pasquale, 59enne, anche lui un ex dell’Aisi. I due «spioni» sono in pensione da dodici anni. Durante le perquisizioni nelle loro abitazioni sono stati trovati circa 20 mila euro.
Le indagini della Procura ordinaria e militare sono cominciate nel maggio del 2025 in seguito a una segnalazione dell’Aisi (Agenzia informazioni e sicurezza interna). Le accuse: spionaggio e rivelazione di notizie di cui è stata vietata la divulgazione e accesso abusivo a sistema informatico o telematico.
Nell’inchiesta sono coinvolti anche cinque militari in servizio presso il reparto cyber della Difesa con incarichi connotati di alto grado di riservatezza. Davide Piantanida, 46 anni; Gianluca Nardella, 48; Giuseppe Tempesta, 55; Sergio Romeo, 58; Antonio Guerr, 70: avrebbero fornito le informazioni ai due ex agenti. Sono indagati e adesso si sta cercando di scoprire se fossero consapevoli dell’uso che ne facevano Piras e Di Vincenzo.
Nel 2021 a finire in manette fu Walter Biot, un ex capitano di fregata della Marina militare italiana. Ad avere la sensazione di una stagione mai finita è la vicepresidente del Parlamento europeo, Pina Picierno, che si richiama ai tempi della Guerra fredda: «I cari vecchi metodi del Kgb sono ancora realtà. Ecco perché serve investire nella Difesa». Alfredo Mantovano, Autorità delegata per la sicurezza della Repubblica, e il presidente del Copasir, Lorenzo Guerini, sono stati in costante contatto per gli aggiornamenti sull’operazione. Per Roberto Vannacci (Fn) se confermato «sarebbe un tradimento gravissimo sanzionato con pene sostanziose». Per Enrico Borghi (Iv) «la maggioranza deve aprire gli occhi».