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 2026  luglio 08 Mercoledì calendario

Farage si dimette e si ricandida

Un referendum su se stesso: dopo aver vinto quello sulla Brexit dieci anni fa, adesso Nigel Farage invoca di nuovo la volontà popolare per uscire dall’angolo e «mandare l’establishment a quel paese». Il leader della destra populista britannica si è dimesso da deputato per far scattare un’elezione suppletiva e ricandidarsi nel suo stesso seggio vinto due anni fa: un modo per riguadagnare l’iniziativa dopo settimane di difficoltà che avevano alimentato voci su un suo possibile ritiro dalla vita politica.
Farage è finito nel mirino per le donazioni non dichiarate, a partire dai cinque milioni di sterline ricevuti in criptovaluta da un miliardario britannico residente in Thailandia. Nel weekend il Sunday Times ha poi rivelato che un ricco aristocratico, già condannato per frode negli Stati Uniti, gli ha elargito tutta una serie di benefici in natura.
Farage è allora passato al contrattacco: con un annuncio in diretta televisiva, ha prima denunciato il presunto «complotto dell’establishment» per farlo fuori, poi, dopo una serie di irate giaculatorie, ha tirato fuori la mossa a sorpresa, ossia le dimissioni e la ricandidatura. È un modo per tenere i riflettori puntati su sé stesso e lasciare che «la gente di Clacton (il suo seggio, ndr) siano i giudici delle mie azioni. Sarà una suppletiva del popolo contro l’establishment».
Ma non è detto che l’acrobazia riesca. L’inchiesta parlamentare che è stata avviata sulla sua condotta riprenderà non appena lui sarà rieletto deputato (cosa data per scontata); ma soprattutto, gli altri partiti potrebbero decidere di non presentare candidati, svuotando così di significato tutta l’operazione, che il premier Keir Starmer ha già bollato come una «bravata disperata», mentre per il futuro primo ministro Andy Burnham è «un trucco».
Negli ultimi tempi Farage non sembrava più lo stesso: chiaramente le accuse di condotta impropria lo avevano punto sul vivo, tanto che lui, amante della ribalta, aveva iniziato a evitare i giornalisti o a rispondere in maniera irritata alle domande. Un comportamento che aveva alimentato voci su una sua clamorosa uscita di scena: per ora Farage non lascia, anzi raddoppia, ma i suoi problemi non sono certo finiti e col suo partito ormai in stallo nei sondaggi gli interrogativi sul suo futuro restano aperti. Il tribuno della destra potrebbe ballare per l’utima estate.