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 2026  luglio 08 Mercoledì calendario

La Nato diffonde i numeri sul budget militare

Tutto per convincere il presidente degli Stati Uniti Donald Trump che gli alleati europei della Nato e il Canada stanno facendo la loro parte aumentando gli investimenti dedicati alla difesa e non sono degli «scrocconi» come pensa Washington. Il segretario generale della Nato Mark Rutte ha annunciato «nuovi grandi progetti» ieri al Forum Difesa organizzato a margine del summit Nato ad Ankara. Secondo un funzionario dell’Alleanza, gli alleati hanno chiuso accordi con l’industria della difesa per almeno 50 miliardi di dollari.
«Per affrontare le sfide abbiamo bisogno di una rivoluzione industriale del settore, il ronzio dei macchinari deve trasformarsi in un ruggito», ha detto Rutte dal palco del Forum per poi annunciare gli accordi più significativi. Si tratta di progetti di collaborazione con l’industria statunitense ma anche di iniziative che puntano a rafforzare la produzione europea. Tra i progetti annunciati figura una piattaforma per il rifornimento di carburante in volo e per muovere equipaggiamento «rapidamente attraverso l’Alleanza», che coinvolge «diversi alleati». La Finlandia è entrata a far parte della flotta multinazionale di aerocisterne multiruolo (Mrtt). Insieme, i nove membri della flotta Mrtt (Belgio, Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Germania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Norvegia e Svezia) hanno annunciato l’imminente consegna del decimo Airbus A330 Mrtt, avvicinando così la flotta alla sua piena capacità di 12 velivoli. Mentre Danimarca, Finlandia, Germania e Norvegia acquisteranno fino a cinque aerei da ricognizione Triton della statunitense Northrop Grumman Corp. Rutte ha anche presentato un progetto di difesa anti-droni in cui gli alleati investiranno oltre 40 miliardi nei prossimi cinque anni.
I numeri con cui si presentano gli alleati della Nato al cospetto di Trump questa mattina consentono però una doppia lettura. Gli europei e il Canada, secondo i dati diffusi ieri dalla Nato, hanno aumentato significativamente le loro spese di base per la difesa di quasi il 20% nel 2025 rispetto al 2024 ma dell’11% quest’anno rispetto allo scorso. Comunque, sottolinea la Nato, «nel 2026, si prevede che cinque Alleati rispettino già la linea guida del 3,5% per le esigenze di base della difesa e che 17 Alleati rispettino la linea guida dell’1,5% per gli investimenti relativi alla difesa e alla sicurezza, ben prima della scadenza del 2035 concordata all’Aia». I primi della classe sono Lituania (5,33%), Estonia (5,10%), Lettonia (4,92%), Polonia (4,68%) e Grecia (3,65%). La Danimarca sfiorerà l’obiettivo con il 3,49%. L’Italia, invece, si ferma al 2,1%.
Accogliendo il presidente del Consiglio europeo Costa e la presidente della Commissione von der Leyen, Rutte ha definito «un grande successo» il programma di prestiti Ue Safe per la difesa e rimarcato quanto sia «cruciale» avere i fondi poter potersi difendere dalla minaccia russa.