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 2026  luglio 08 Mercoledì calendario

Trump scuote il vertice della Nato e si modera con Meloni

Distensione con l’Italia ma non troppo. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha sfoggiato ad Ankara il suo repertorio tradizionale contro gli europei nel punto stampa con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, prima dell’incontro bilaterale che ha preceduto la cena che ha sancito l’inizio del summit Nato. Oggi sarà compito del segretario generale Mark Rutte fare in modo che la frustrazione del presidente Usa non faccia deragliare il vertice.
L’inquilino della Casa Bianca ha criticato gli alleati storici per il mancato sostegno agli Stati Uniti nella guerra all’Iran, ha rivendicato la Groenlandia e minacciato di ritirare le truppe, ha elogiato l’«amico» Erdogan e smorzato i toni con la premier Giorgia Meloni dopo gli attacchi dei giorni scorsi, ma senza fare sconti: «Penso che Meloni sia una bella persona. Avevamo un buon rapporto», ha detto Trump, aggiungendo che «è diventata di nuovo un po’ cattiva. Non le ho fatto molta pressione, ma lei ha rifiutato di lasciarsi coinvolgere direttamente sullo stretto di Hormuz, o si potrebbe anche dire solo dall’Iran. Quindi questo ha inasprito un po’ il mio rapporto con lei, ma mi piace. Penso che sia una brava persona, in realtà. Ma penso che abbia fatto un errore». E proprio riguardo il conflitto con Teheran, le forze del Comando centrale Usa hanno annunciato di aver attuato «una serie di potenti attacchi contro l’Iran» in risposta alle azioni di Teheran contro le navi commerciali a Hormuz.
Nella serata di domenica Trump aveva postato sul suo social Truth un meme con la presidente del Consiglio che lo guarda accompagnato dalla didascalia «serve un ordine restrittivo», quello che viene riservato agli stalker. Palazzo Chigi aveva deciso di non rispondere all’ennesima provocazione. Il presidente Usa ieri ha espresso di nuovo insoddisfazione per il mancato sostegno italiano nella guerra all’Iran: «Gli Stati Uniti hanno più petrolio di chiunque altro, e se a questo aggiungi il Venezuela, è come se avessimo molto più petrolio di chiunque altro – ha argomentato —. Non abbiamo bisogno dello Stretto. Lo facciamo perché pensiamo che sia una cosa importante da fare, ma lo facciamo, ma lei (cioè Meloni, ndr) semplicemente non era lì per noi e non ne ero felice. Potete immaginare, non ne ero felice».
Trump ha rivolto la stessa critica agli altri Paesi europei, anche se gli Stati Uniti non avevano bisogno di «alcun aiuto» – ha tenuto a sottolineare – ed è stato un modo di metterli «alla prova»: «L’Italia ci ha voltato le spalle, la Germania ci ha voltato le spalle, la Francia ci ha voltato le spalle». Ecco perché il presidente Usa si è detto «molto deluso dalla Nato», a tal punto che «se il vertice non si fosse tenuto in Turchia, (...) è possibile che non vi avrei partecipato», ha precisato. Il presidente Usa ha quindi elogiato Erdogan: «Tra noi c’è una sorta di alchimia che funziona», ha spiegato promettendo di revocare le sanzioni alla Turchia perché «non vogliamo sanzionare gli amici» e aprendo di fatto alla possibilità di vendere ad Ankara i caccia F-35, nonostante le obiezioni di Israele. Trump ed Erdogan hanno chiacchierato per diverso tempo davanti alla scaletta del nuovo Air Force One prima di dirigersi verso il picchetto d’onore. Hanno tenuto un breve punto stampa prima dell’incontro bilaterale.
Il presidente degli Usa è tornato su quelle che lui ritiene essere le debolezze del Vecchio Continente, ovvero «immigrazione ed energia». «Se non stanno attenti a questi due aspetti – è l’avvertimento Usa – non avremo più un’Europa». Poi Trump ha rivendicato come già aveva fatto in gennaio la Groenlandia, territorio autonomo che fa parte della Danimarca, e ha minacciato il ritiro delle truppe dall’Europa: «La Groenlandia dovrebbe essere controllata dagli Stati Uniti, non dalla Danimarca – ha detto —. Potremmo ritirare tutti i nostri soldati dall’Europa. Farebbero meglio a stare attenti».
Infine la guerra della Russia all’Ucraina. Il presidente Usa ha riferito di avere parlato sia con Putin che con Zelensky e di ritenere che «entrambi vogliano un accordo e credo che ci arriveremo. Spero presto». È una guerra che «non riguarda gli Stati Uniti». Trump ha ricordato che «quando c’era Biden, ha dato loro equipaggiamenti per centinaia di miliardi di dollari». Ora gli Usa vendono «queste attrezzature a un prezzo equo, a prezzo pieno all’Ue. Loro ci pagano, ma per me non c’è altro da fare che salvare vite umane».