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 2026  luglio 07 Martedì calendario

Auto tedesca sempre più in crisi. Porsche taglia altri 4 mila posti

Questa volta potrebbe toccare ai dirigenti di Porsche lasciare la scrivania. La casa automobilistica tedesca prepara un’ulteriore riduzione del personale: la nuova sforbiciata annunciata dall’azienda di Stoccarda metterebbe a rischio quattromila posti di lavoro. I numeri non sono ancora ufficiali. Da quanto trapelato finora, tuttavia, la riduzione di organico in arrivo si dovrebbe abbattere soprattutto sui dipendenti del settore dirigenziale e sul personale amministrativo.
Presso il centro di sviluppo di Weissach, circa il 30% delle risorse a disposizione del costruttore di auto sportive sarà sottoposto a revisione, secondo quanto ha scritto il quotidiano tedesco Handelsblatt, specializzato in economia e finanza. Dall’azienda non sono arrivati commenti: interpellato dalla stampa tedesca, un portavoce di Porsche, pur non confermando il numero esatto dei posti di lavoro che saranno oggetti del taglio, ha comunque detto che al momento è al vaglio un pacchetto di misure di ampio respiro volto a snellire i costi.
Serviranno ulteriori confronti prima di arrivare a decisioni definitive. Il pacchetto dovrebbe essere presentato entro la fine di luglio.
Non si arresta, insomma, l’emorragia di posti di lavoro nell’industria dell’auto tedesca. Porsche arriva già da un piano di riorganizzazione da 800 milioni di euro che ha comportato il taglio di 3.900 posti di lavoro allo scopo di mitigare le perdite: il produttore di auto di lusso ha chiuso il 2025 con un crollo dell’utile operativo del 92,7% a 410 milioni di euro, dopo aver superato quota 5,6 miliardi nel 2024.
Un risultato che ha pesato sui conti del gruppo Volkswagen, che controlla Porsche al 37,5%. In calo del 9,5% a 36,27 miliardi i ricavi, mentre è precipitato dal 14,1 all’1,1% il margine operativo sulle vendite della casa di Stoccarda. Le consegne ai clienti sono scese del 10,1% a 279.4489 vetture.
A proposito di Volkswagen, anche il colosso di Wolfsburg sta lavorando a un piano di ristrutturazione che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro. Sono circa 657.000 i dipendenti del gruppo a livello mondiale. Rispetto ai 50mila tagli già annunciati a marzo, la cifra rischia dunque di raddoppiare.
Tornando a Porsche, l’azienda guidata da Michael Leiters si affida ora alla sua elevata liquidità netta e al bilancio in salute, leve in grado di garantirle flessibilità e resilienza secondo il management.
Ma il 2026 presenta condizioni di mercato ancora molto difficili: in Cina, infatti, il mercato delle auto di lusso resta sotto pressione. Porsche ha chiuso il primo trimestre in linea con le attese, con un utile operativo in calo a 595 milioni di euro (-21,9%). Le vendite, giù del 15% nei primi tre mesi dell’anno, sono scese a 60.991 veicoli: in Cina la casa di Stoccarda ha perso il 21%, fermandosi a 7.519 veicoli.