il Fatto Quotidiano, 7 luglio 2026
Strage di Bologna, a Cavallini (Nar) niente semilibertà
Gilberto Cavallini, l’ex Nar condannato definitivamente all’ergastolo per concorso nella strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 9180, non può godere del beneficio della semilibertà. Lo ha stabilito la Cassazione perché l’intervento di una nuova condanna definitiva che impone l’esecuzione dell’isolamento diurno determina una causa oggettiva di incompatibilità con la prosecuzione della semilibertà. La Suprema Corte lo ha scritto nelle motivazioni della sentenza con cui ha respinto il ricorso di Cavallini contro la decisione del tribunale di sorveglianza di Perugia di revoca, appunto, della semilibertà.
Il beneficio, concesso nel 2017, era venuto meno a settembre 2025 dopo la condanna definitiva all’ergastolo e la pronuncia della Corte di Assise di appello bolognese che aveva rideterminato in tre gli anni di isolamento, aggiungendone uno. Contro la decisione del magistrato di sorveglianza di Spoleto la difesa di Cavallini aveva fatto ricorso prima al tribunale di sorveglianza e poi in Cassazione. Per la Suprema Corte l’incompatibilità della misura dell’isolamento con la concessione della semilibertà “discende, da un lato, dalla natura dell’isolamento diurno quale sanzione penale temporanea aggiuntiva e, dall’altro, dalla necessità della sua effettiva esecuzione, non conciliabile con il regime proprio della misura alternativa”. La difesa di Cavallini ha annunciato che ora farà ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo.