repubblica.it, 7 luglio 2026
Roma, cedevano informazioni sensibili alla Russia: arrestati due ex 007
Due ex appartenenti ai Servizi segreti, da oltre dieci anni in servizio al ministero della Difesa, sono stati arrestati con l’accusa di aver ceduto informazioni sensibili alla Russia. Secondo l’inchiesta della procura di Roma, condotta dai carabinieri del Ros, i due avrebbero intrattenuto rapporti con un funzionario dell’ambasciata russa nella capitale, al quale avrebbero passato notizie riservate riguardanti la sicurezza nazionale ricevendo in cambio somme di denaro.
Tra gli episodi contestati c’è anche uno dei più delicati: gli indagati avrebbero rivelato l’identità di alcuni agenti impegnati nelle attività di controspionaggio italiano, esponendo così personale operativo che lavorava su dossier particolarmente sensibili. Tra le accuse contestate figurano anche i passaggi di denaro che sarebbero avvenuti tra il funzionario russo e i due dipendenti del ministero della Difesa.
Nell’inchiesta risultano coinvolte complessivamente quattro persone. Oltre ai due arrestati, infatti, sono indagati altri due dipendenti del ministero della Difesa, la cui posizione è tuttora al vaglio degli investigatori.
Contestualmente agli arresti sono state eseguite anche numerose perquisizioni. I carabinieri del Ros hanno sequestrato telefoni cellulari, computer e altri dispositivi elettronici degli indagati. L’obiettivo è ricostruire il contenuto dei contatti, verificare l’eventuale presenza di ulteriore materiale riservato e accertare l’entità delle informazioni trasmesse.
L’indagine, coordinata dalla procura di Roma e condotta dai carabinieri del Ros, prende le mosse da una segnalazione trasmessa dall’Aisi nel 2025. Da quel momento sono stati avviati gli accertamenti che avrebbero consentito di ricostruire i rapporti tra gli indagati e il funzionario dell’ambasciata russa, oltre ai presunti passaggi di informazioni classificate.
La vicenda richiama inevitabilmente il precedente di Walter Biot, l’ufficiale della Marina arrestato nel 2021 mentre consegnava documenti riservati a un ufficiale dell’ambasciata russa in cambio di denaro. Anche in quel caso al centro dell’inchiesta c’era la sottrazione e la cessione di informazioni coperte da segreto, in uno dei più gravi casi di spionaggio emersi in Italia negli ultimi anni.
Gli inquirenti stanno ora cercando di ricostruire l’esatta natura delle informazioni trasmesse, verificare se siano stati compromessi ulteriori apparati dello Stato e accertare il ruolo svolto da ciascuno degli indagati nella presunta attività di spionaggio.