corriere.it, 7 luglio 2026
Eni entra nel business delle batterie: maxi piano tra il litio del Cile e la gigafactory di Brindisi
Eni entra con un piede doppio – dall’approvvigionamento delle materie prime al loro utilizzo industriale – nel business degli accumuli elettrochimici (Bess, ossia bactery energy storage system), quello che in molti chiamano soltanto «batterie», che non sono però quelle delle auto bensì gli impianti per immagazzinare energia elettrica. Il gruppo guidato da Claudio Descalzi oggi, 6 luglio, ha annunciato un accordo per produrre litio in Cile e parallelamente ha inaugurato a Brindisi il cantiere per costruire la fabbrica per realizzare le Bess. Per quanto riguarda le materie prime, Eni ha acquistato il 25% in Black Giant, società cilena di EnergyX titolare di un progetto di sviluppo del litio al Salar de Punta Negra, con un investimento di circa 225 milioni di dollari. EnergyX è impegnata nello sviluppo di tecnologie innovative proprietarie per una produzione di litio più efficiente attraverso il processo Direct Lithium Extraction. La mossa in Cile avviene a meno di due mesi dall’acquisizione di una quota dell’11,6% della canadese Nouveau Monde Graphite (NMG), attiva nel settore della grafite naturale e dei materiali avanzati per batterie. In Cile la produzione di carbonato di litio partirà nel 2028 e a regime nel 2030 sarà di 52,5 migliaia di tonnellate all’anno e si articola in due fasi.
L’approvvigionamento per Brindisi
Con l’investimento, Eni otterrà anche un membro nel Board di Black Giant e la possibilità di approvvigionarsi fino al 25% della produzione complessiva a supporto della propria iniziativa avviata nell’area industriale di Brindisi, relativa alla realizzazione di una gigafactory per la produzione di Bess. In un’area dello stabilimento industriale Versalis (la società che ha in atto un processo di trasformazione che punta sulla chimica verde di Novamont e dismettere progressivamente la chimica di base con una decisione che di fatto comporta la fine della quinta industria del Paese, come ha analizzato qui Dario Di Vico), Eni Storage Systems e Fib (gruppo Seri Industrial), hanno inaugurato il cantiere per la costruzione del nuovo polo integrato per la produzione di batterie al litio-ferro-fosfato (Lfp), destinate prevalentemente ai sistemi di accumulo (Bess) delle energie rinnovabili e per dare stabilità delle reti elettriche.
Il nuovo business
«A Brindisi – ha spiegato Giuseppe Ricci, direttore operativo Trasformazione Industriale di Eni – avviamo un’iniziativa industriale che rappresenta l’ingresso di Eni in un business completamente nuovo e ad alto potenziale di crescita. Un progetto che punta a supportare la transizione, creando valore industriale e tecnologico, in un settore chiave per il percorso di decarbonizzazione, perché integra lo sviluppo delle energie rinnovabili con la resilienza del sistema energetico. Un investimento che darà vita a una filiera locale innovativa, in grado di generare occupazione e autonomia strategica rispetto ai mercatiextra-Ue, di ridurre le emissioni senza perdere competitività». Alla posa della prima pietra ha partecipato il ministro delle Imprese e made in Italy Adolfo Urso.
energia e industria
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di Fausta Chiesa
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La capacità di 16 GWh all’anno
Il piano di sviluppo di Eni Storage Systems prevede che la produzione di celle e di moduli di batterie e dell’impianto di assemblaggio di pacchi batterie (Bess), questo ultimo di capacità maggiorata, sia tale da assemblare anche i moduli provenienti dalla gigafactory Seri Industrial di Teverola (Caserta). Una volta completato il progetto, a Brindisi saranno svolte anche le attività di produzione di materia attiva catodica (Lfp) e di riciclo delle batterie. Il progetto prevede una capacità complessiva di 16 GWh all’anno entro il 2030 (di cui metà a Brindisi e metà nello stabilimento a Teverola), pari a oltre il 10% del mercato europeo degli accumuli stazionari (Bess), in base a stime citate dal Cane a sei zampe che indicano una domanda europea in crescita da 36 GWh nel 2025 a circa 138 GWh al 2030 (Fonte Wood Mackenzie).