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 2026  luglio 07 Martedì calendario

Sdegno bipartisan contro Trump: «Su Meloni frasi inaccettabili»

Silenzio. Evitare il corpo a corpo. In un concetto: cercare di ignorare Donald Trump. Meglio ancora, l’ideale sarebbe: dividere il rapporto con lui da quello «storico e solido» con gli Stati Uniti. Dopo l’ultimo affondo di domenica notte del presidente americano contro la premier – un meme postato sul social Truth in cui lei lo osserva «adorante», con la didascalia «serve un ordine restrittivo», come a dire per non farla più avvicinare – la linea di Palazzo Chigi non cambia a 24 ore dal fattaccio. Anzi, si fortifica. E viene messa a punto dopo una serie di riunioni di staff e telefonate: nessuna reazione ufficiale. Anche perché il botta e risposta potrebbe essere utilizzato dall’«alleato» per un altro show in Turchia, è il timore degli strateghi italiani.
Così Giorgia Meloni sceglie di non rispondere alle «provocazioni» del tycoon. Non solo. Dà mandato al suo partito, Fratelli d’Italia, di fare altrettanto. Parlamentari ed eurodeputati rispettano la consegna del silenzio. Zero dichiarazioni. Si discute di altro, dentro FdI: giustizia, commissione Covid, migranti, Campidoglio...
Parlano, loro sì, i ministri Guido Crosetto e Antonio Tajani. Ma senza attaccare. La linea è: guardare oltre. Entrambi – con Meloni – saranno oggi ad Ankara per l’assemblea Nato a cui parteciperà anche Trump. «L’enorme elefante nella stanza nei rapporti tra noi e l’America», come lo chiamano fonti diplomatiche con un esercizio metaforico. Tajani, dopo aver sentito la premier anche in mattinata e dopo aver commentato con lei l’attaco notturno, dice: «Quelle del presidente americano sono dichiarazioni che si commentano da sole, andiamo avanti perché siamo convinti che le relazioni transatlantiche vadano al di là delle singole dichiarazioni». Per il titolare della Farnesina «siamo amici degli Usa, lo siamo stati con Obama, Biden, per noi il problema non esiste».
Sullo stesso spartito Crosetto. Spiega il ministro: «La cosa fondamentale è mantenere i rapporti con un alleato storico. Le persone passano, i rapporti tra Stati invece devono rimanere». Il responsabile della Difesa sottolinea come sia «importante mantenere unita l’Alleanza Atlantica e l’Occidente». Sottinteso: nonostante Donald.
Il presidente del Senato Ignazio La Russa, che al ricevimento a Villa Taverna dal palco aveva rimarcato l’esigenza di «pari dignità», esprime «solidarietà» e «vicinanza» a Meloni «per l’incomprensibile attacco». Matteo Salvini, vicepremier e segretario della Lega, si sfila in un batter d’occhio: «Il meme di Trump? Non commento più queste cose». Maurizio Lupi, quarta gamba della coalizione con Noi moderati, aggiunge: «Giusto non rispondergli, non dobbiamo fare il suo gioco: l’alleanza per noi resta strategica».
Le opposizioni davanti a questo ennesimo scontro usano un doppio registro, carota e bastone. Da una parte esprimono solidarietà alla premier, dall’altra le ricordano di aver avuto un atteggiamento troppo accondiscendente all’inizio, quando il rapporto era rose e fiori, tra «ponti» fra Europa e America e «special relationship». Ecco allora Elly Schlein, segretaria del Pd, ribadire che certi attacchi «sono assolutamente inaccettabili anche dall’opposizione perché siamo tutti italiani». Pausa. Poi la leader dem affonda: «Il punto è come hanno impostato la politica estera in questi anni, perché da quando si è insediato Trump c’è stato un atteggiamento molto schiacciato da parte di questo governo». Giuseppe Conte, presidente del M5S, «respinge» le dichiarazioni dell’inquilino della Casa Bianca, ma «Meloni lo ha assecondato in tutto e adesso ne paghiamo le conseguenze perché ci sono stati degli impegni folli, insostenibili, che ricadranno sulle spalle dei nostri figli e dei nostri nipoti». Da Avs Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni provocano la premier: «L’ordine restrittivo che deve fare l’Italia è bloccare i 17 miliardi in più per il riarmo nei prossimi due anni e dire no alla corsa verso il 5% del Pil in armi e difesa». Matteo Renzi, leader di Italia viva: «Le frasi di Trump sono infami. Ora Meloni si svegli». A Palazzo Chigi, per tutto il giorno, leggono le agenzie stampa delle opposizioni, tacciono e pensano a quando Meloni incontrerà l’ex amico d’America. Questione ormai di poche ore.