la Repubblica, 6 luglio 2026
Regno Unito, Farage ancora nei guai per i regali
Nuovi guai per Nigel Farage. Dello stesso tipo dei guai precedenti: ingenti donazioni personali non dichiarate, con una possibile violazione delle regole sul comportamento etico dei deputati britannici. Il leader di Reform, il partito populista in testa nei sondaggi, nega che le nuove accuse, rivelate dal Sunday Times, costituiscano un mancato rispetto delle norme. Ma gli altri partiti chiedono un’inchiesta parlamentare per accertare i fatti, in aggiunta a quella già in corso.
Se riconosciuto colpevole, Farage potrebbe perdere il seggio alla camera dei Comuni. Anche se non lo fosse, potrebbe essere danneggiato da ripetute indagini che lo dipingono come un politico pronto ad arricchirsi illegalmente e segretamente. È presto per predire la fine della sua carriera pubblica. Un nuovo scandalo, tuttavia, è un campanello d’allarme, anche perché ultimamente la sua stella non brilla più come prima.
Le accuse a Farage
I fatti riportati dal Times sono questi. Nel 2024 Farage ha ricevuto doni in denaro e altri benefici, quali l’utilizzo gratuito di un appartamento, da George Cottrell, un suo sostenitore dai tempi della campagna per la Brexit. Le regole di Westminster stabiliscono che un deputato deve dichiarare donazioni simili a un apposito registro, non solo per il periodo dalla sua elezione in poi ma anche per i dodici mesi precedenti. «Nigel non ha violato alcuna regola», afferma in sua difesa Robert Jenrick, numero due di Reform. «Si tratta di donazioni legittime, fatte da un privato cittadino a un altro. È solo una macchinazione dei giornali per metterlo in difficoltà». Due di queste furono dichiarate da Farage al parlamento, una per 9 mila sterline nell’aprile 2024 e una per 15 mila nel dicembre dello stesso anno (nel luglio del quale è diventato deputato), ma a quanto sembra ve ne furono altre non dichiarate. E come non bastasse, Cottrell, l’autore delle donazioni, è stato incriminato e imprigionato per frode negli Stati Uniti nel 2017.
Il precedente da 5 milioni
Farage è già oggetto di un’inchiesta parlamentare per avere ricevuto nel 2024 un dono non dichiarato di 5 milioni di sterline da parte del cripto miliardario con base in Thailandia Christopher Harborne. Ora il Labour e i liberaldemocratici chiedono una seconda inchiesta sulle nuove donazioni. Se a questo si aggiunge che negli ultimi mesi Reform ha perso tre elezioni suppletive una dopo l’altra, e che pur rimanendo in testa nei sondaggi ha perso punti rispetto all’inizio dell’anno, il suo leader appare improvvisamente più debole, specie se il partito laburista, quando nei prossimi giorni Andy Burnham sostituirà Keir Starmer a Downing Street, usufruisse di un recupero nei rilevamenti sui consensi.
Sulla stampa di Londra circola perfino l’ipotesi che Farage potrebbe abbandonare la politica. Non è molto che veniva descritto come un Trump inglese in procinto di conquistare il Regno Unito. Ma nel mondo dei social una settimana è un’eternità e basta poco a scendere dalle scale, dopo essere saliti precipitosamente in cima.