Corriere della Sera, 6 luglio 2026
Mosca avverte la Polonia: «Rifletta sulla sua sicurezza»
Il Cremlino minaccia la Polonia, che accusa di aiutare militarmente l’Ucraina, ma allo stesso tempo se la prende anche con i «media occidentali», che ritiene responsabili di inventare «racconti horror» sulla possibilità di un attacco militare russo contro Varsavia. Vanno lette alla luce delle difficoltà russe nella guerra con l’Ucraina, ma anche delle tensioni bilaterali ucraino-polacche e del summit Nato ad Ankara, le nuove dichiarazioni di Dmitry Peskov. «Varsavia farebbe bene a riflettere sulla propria sicurezza. Non c’è nulla di buono nel fatto che in Polonia si trovino molte imprese che producono i droni, i quali poi vengono lanciati contro di noi», dice il portavoce del Cremlino reagendo alle indiscrezioni apparse sulla stampa occidentale per cui gli Stati Uniti avrebbero messo in allarme la Polonia sul rischio di una «provocazione armata russa per mettere alla prova la risolutezza della Nato».
Non è certo la prima volta che cresce la tensione tra Mosca e Varsavia. Ripetutamente il Cremlino, sin dall’inizio della guerra nel febbraio 2022, ha condannato il sostegno politico e militare polacco a Kiev. I frequenti sconfinamenti di droni russi in territorio polacco negli ultimi anni hanno poi visto il rafforzamento delle difese aeree polacche e l’aumento della presenza di velivoli e unità terrestri della Nato. Ma ultimamente è apparso anche evidente che gli apparati dell’intelligence e della propaganda di Mosca hanno fatto di tutto per aizzare l’opinione pubblica polacca contro l’Ucraina. Già nel 2024 i servizi segreti di Kiev mettevano in guardia sulle ingerenze russe tra i sindacati dei contadini e dei trasportatori polacchi che protestavano contro l’export agricolo ucraino. Ingerenze che sarebbero state registrate anche di recente con il crescere delle polemiche storiche tra le forze nazionaliste nei due Paesi e le accuse di massacri di civili polacchi da parte di estremisti ucraini alleati delle truppe d’occupazione tedesche in chiave anti sovietica durante la Seconda guerra mondiale. Lo stesso Volodymyr Zelensky ha appena reso a Varsavia un’importante onorificenza dopo aver intitolato un’unità combattente ucraina alla memoria dei partigiani ucraini di quegli anni. Ma tra i due Paesi è anche in corso un tentativo di riappacificazione, che Mosca vorrebbe far deragliare. In questo contesto va letta la decisa reazione di Kiev alla notizia nelle ultime ore del vandalismo contro la tomba dell’intellettuale ucraino Bohdan Lepkyi nel cimitero di Cracovia. «Noi vediamo in questo atto una deliberata provocazione mirata a esacerbare l’ostilità tra l’Ucraina e la Repubblica di Polonia», si legge nel comunicato del ministero degli Esteri a Kiev.
Va anche aggiunto che il nuovo presidente nazionalista polacco appare meno propenso del precedente ad aiutare militarmente Kiev. Il ministro della Difesa Wladyslaw Kosiniak-Kamysz ha espresso l’intenzione di rendere nota la lista degli aiuti militari polacchi all’Ucraina sin dall’inizio dell’invasione. Una mossa in reazione alle accuse dell’estrema destra in parlamento, secondo la quale sarebbero anche stati donati alcuni sistemi antimissilistici Patriot, di fabbricazione americana.
Continuano intanto gli attacchi russi sull’Ucraina e quelli ucraini contro la Russia, specie sulle zone occupate della Crimea. Zelensky mette in guardia sull’imminenza di nuovi massicci raid e torna a chiedere aiuti agli alleati della Nato.