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 2026  luglio 06 Lunedì calendario

Trump, frase choc su Meloni: «Serve un ordine restrittivo»

L’ultima sparata di Trump contro Meloni. Proprio alla vigilia del delicato vertice Nato di Ankara. Il presidente Usa, il giorno dopo i festeggiamenti per il 4 luglio, alle 22.51 di domenica pubblica su Truth una foto di Giorgia Meloni con lui di spalle, al G7 di Evian. In alto campeggia la scritta: «Serve un ordine restrittivo». Un nuovo attacco diretto contro la premier italiana, dopo giorni di forti tensioni tra Roma e Washington. Proprio in seguito al vertice di Evian, infatti, Trump era arrivato a dire che in Francia Meloni l’aveva implorato per una foto assieme. Accusa a cui la presidente del Consiglio aveva risposto con un video sui social: «Io e l’Italia non imploriamo mai».
La mossa del presidente americano scalda ancora di più il vertice Nato che partirà domani pomeriggio ad Ankara. Un summit attesissimo, perché saranno presenti tutti i capi di Stato e di governo dei Paesi aderenti e perché si dovrà in pratica decidere come far proseguire un’alleanza storica che negli ultimi mesi sta pericolosamente scricchiolando.
La preparazione
Sono settimane che gli esperti e gli sherpa dei governi si consultano per evitare che si arrivi a uno scontro sul tema dei temi: quanto deve finanziare ciascuno per la difesa comune. Per dirla con le parole del ministro della Difesa Guido Crosetto, il vertice «è stato costruito per andare bene». Gli impegni «saranno rispettati e ogni Paese si presenta avendo fatto un pezzo del percorso che aveva detto di voler fare». Quello che dovrebbe impegnare i Paesi europei resta la destinazione del 5% del Pil alla difesa. Per questo, aggiunge intervistato alla manifestazione Pantelleria-Mediterraneo d’autore «io non vedo problemi da questo punto di vista più di quelli che abbiamo avuto al vertice scorso. Questo sarà un summit molto breve, nel senso che penso si esaurirà in tre o quattro ore».
La variabile Usa
E però, non solo lui sa che c’è una variabile difficilmente prevedibile: «Quello che farà Trump lo vedremo...», ammette. Sì, perché il presidente Usa – che mercoledì ad Ankara incontrerà il presidente ucraino Volodymyr Zelensky – anche nelle ultime settimane non ha fatto altro che attaccare i partner europei per la loro scarsa collaborazione nella guerra contro l’Iran. Attacchi ai quali ha cercato di porre rimedio il segretario generale della Nato, Mark Rutte, facendo anche una gaffe parlando di concessioni di basi da parte dell’Italia agli Usa.
L’altolà
L’ex premier olandese ha lanciato un messaggio a tutti i paesi aderenti alla Nato: la sfida non è più soltanto convincere gli alleati europei a spendere di più per la difesa, ma «trasformare rapidamente i nuovi fondi in armi efficaci e forze armate più capaci». Un anno fa «si trattava solo di promesse» di aumento della spesa, ha detto, quest’anno invece «si tratta di consegna», cioè di risultati concreti. Quelli che vuole Trump, che difficilmente vedremo in grande sintonia con la premier dopo il meme di ieri con il quale ha voluto rimarcare l’accusa già rivolta a Meloni, ovvero di aver praticamente pietito al vertice del G7 a Evian una photo opportunity con lui. Ma al di là delle ultime uscite del presidente americano – che secondo un media importante in Usa come Politico sta in realtà alzando la tensione per aumentare i guadagni delle industrie delle armi del suo paese – non c’è dubbio che i paesi europei, Italia compresa, siano consapevoli che dovranno fare di più per la propria difesa.