Il Messaggero, 4 luglio 2026
L’orgoglio patriottico degli americani cala a picco
L’ultima volta che ci aveva provato, il 16 giugno 2025, era stato un semi disastro: il poco interesse per la manifestazione e un afflusso molto basso di persone avevano trasformato quella che Donald Trump si immaginava come una grande parata militare in stile cinese in un evento vuoto e un po’ triste. Ora per Freedom 250, la grande festa organizzata oggi dal presidente per il 250esimo anniversario della dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti, si teme che l’insuccesso si possa ripetere. I primi segnali sono arrivati nei giorni scorsi: la Great American State Fair, l’iniziativa organizzata dalla Casa Bianca per la settimana dei festeggiamenti, non ha avuto l’effetto sperato. C’è una ruota panoramica bianca e i banchetti dei vari Stati americani che cercano di vendere le loro specialità. Ma quasi una ventina di Stati hanno deciso di non partecipare e hanno organizzato feste alternative: a Philadelphia sarà sotterrata una capsula del tempo che sarà riaperta nel 2276. Contenente un iPhone, i simboli dei 50 Stati e dei territori, una bottiglia di Coca Cola tra le altre cose.
Il presidente ha detto che farà un discorso molto lungo, il più lungo della storia. «Mostrerò che posso fare quello che voglio. Sarà un discorso di 107 minuti», ha detto Trump facendo riferimento ai gradi che si attendono nel corso della giornata: 107 gradi Fahrenheit, circa 41 gradi centigradi. Per oggi infatti sono previste temperature superiori ai 40 gradi su tutta la costa est americana e diverse analisi mostrano come Washington sarà più calda del 99% del resto del mondo: per trovare aree con temperature più elevate si deve andare nel Sahara o nel deserto del Gobi, in Cina. Un rischio enorme che si unisce a un clima di divisione che potrebbe rendere difficile i festeggiamenti pomposi che Trump si attende per il 4 di luglio: l’orgoglio di essere americani è sceso al livello più basso dal 2001. Secondo un sondaggio Gallup infatti solo il 33% degli adulti statunitensi è «estremamente orgoglioso» di essere cittadino americano. La parata di Trump, con fuochi d’artificio, il super discorso e il clima Maga che dovrebbe trasformare la festa in una delle tante manifestazioni che il presidente ha fatto negli ultimi anni, attirerà soprattutto i suoi sostenitori. Sin dall’inizio Trump ha voluto imporre le sue regole, in un tentativo di ricostruire una Washington a sua immagine: il gigantesco progetto di una nuova sala da ballo, l’arco di trionfo di Trump, gli ori che addobbano la Casa Bianca, il tentativo di cambiare il nome del Kennedy Center, fino alle banconote e al passaporto con la sua immagine. Nel frattempo ha anche smantellato la commissione bipartisan creata 10 anni fa dal Congresso per organizzare la festa e si è costruito la sua organizzazione, Freedom 250, che ha pianificato tutte le altre manifestazioni tra cui la serata di MMA organizzata nel giardino della Casa Bianca dall’UFC di Dana White, amico storico del presidente. L’altra grande questione sono le misure di sicurezza: le transenne circondano lo specchio d’acqua del Lincoln Memorial e di Lafayette Park, mentre pannelli con la scritta «Freedom» fanno da perimetro alla fiera itinerante sul National Mall, rendendo difficile perfino raggiungere alcuni musei dello Smithsonian o la fermata della metro più vicina. Trump, che vive le celebrazioni dal finestrino della limousine blindata o dall’elicottero presidenziale, di recente ha condiviso online la foto di tre soldati di guardia allo specchio d’acqua: «Buongiorno dal bordo della Reflecting Pool». Inoltre il numero dei militari della Guardia nazionale a Washington è raddoppiato, salendo a 5.000. Un sondaggio mostra tuttavia come la passione di Trump per la ricorrenza non sia condivisa dagli americani: i dati raccolti dal think tank conservatore Cato Institute mostrano che il 46% dei cittadini non sa cosa sta festeggiando.