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 2026  luglio 04 Sabato calendario

Roma blocca le sanzioni al patriarca di Putin

Il ventunesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia si avvicina al traguardo, ma nel fascicolo che dovrebbe essere chiuso entro il 15 luglio si è aperta una crepa che non riguarda l’energia o la finanza. Riguarda la Chiesa. Nel confronto tra le capitali europee, l’Italia ha posto una “riserva” sul punto relativo all’inserimento di Patriarca Kirill nella lista delle personalità sanzionate. Secondo diverse fonti informate sui fatti, Roma avrebbe fatto presente le sensibilità espresse dal Vaticano, che vedrebbe con forte disagio l’ipotesi di colpire con misure restrittive il capo di una confessione cristiana. Una valutazione che, nella lettura italiana, rischia di trasformarsi in un precedente delicato sul piano dei rapporti tra istituzioni europee e mondo religioso.
La posizione italiana è decisamente minoritaria ma del tutto non isolata. Fin dalle prime bozze del pacchetto di restrizioni, la Bulgaria ha manifestato forti obiezioni, legate alla presenza di una consistente comunità ortodossa e al peso simbolico che il Patriarca esercita nello spazio religioso dell’Est Europa. Due sensibilità diverse, Roma e Sofia, che per ragioni differenti convergono sullo stesso punto di frizione.
Nel frattempo non si è fatta attendere la reazione di Mosca, sempre particolarmente rapida nel cavalcare le fratture europee. La Chiesa ortodossa russa ha accolto con favore le indiscrezioni su una posizione italiana critica. «Fa piacere che almeno alcuni Paesi europei mantengano ancora il buon senso», ha dichiarato all’agenzia Tass Vakhtang Kipshidze, vice capo del Dipartimento sinodale del Patriarcato per i rapporti con la società e i media. Un segnale che il dossier, nato come tecnico, ha già assunto una valenza narrativa e politica più ampia.
La trattativa sul resto del pacchetto di sanzioni alla Russia va avanti, ma ci sono ancora parecchie resistenze. L’Italia non è convinta della misura che punta a introdurre il divieto d’ingresso in Europa per gli ex combattenti russi perché di difficile applicazione e ha espresso scetticismo anche sullo stop all’importazione di prodotti ittici, tra cui il merluzzo: Roma non è la sola e la Commissione sta lavorando a un sistema di quote che potre