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 2026  luglio 05 Domenica calendario

L’opposizione all’attacco di Rai Italiana, il nuovo canale della Tv di Stato

Nelle intenzioni della vigilia promette di raccontare il Paese reale per «sviluppare una narrazione identitaria», ma in piena bufera per le dimissioni delle opposizioni dalla commissione di vigilanza Rai, il nuovo canale annunciato dall’ad Giampaolo Rossi, Italiana, suona come l’ennesimo colpo di mano di TeleMeloni. Sarà disponibile sul 57 del digitale terrestre dal prossimo 1 ottobre, quando prenderanno il via le trasmissioni col primo progetto pilota, Territorio. Ma l’operazione non è sfuggita all’opposizione reduce dalle clamorose dimissioni di massa dalla commissione di vigilanza Rai: per il responsabile informazione nella segreteria nazionale del Pd, Sandro Ruotolo, «mancava solo il canale sovranista per certificare fino in fondo lo scempio che questa destra ha compiuto ai danni del servizio pubblico».
La nascita del nuovo canale è stata annunciata da Rossi nel corso della conferenza stampa sui nuovi palinsesti: «Nasce con l’obiettivo di raccontare l’Italia reale – ha detto l’amministratore delegato – nelle sue dimensioni territoriali, culturali e produttive, sviluppando una narrazione identitaria e allo stesso tempo moderna, capace di valorizzare un patrimonio unico e di renderlo fruibile in forma crossmediale».
Il piano è partire dagli archivi, dai servizi esterni in cui ad essere intervistata è la gente comune. Ma la chiave è nel concetto stesso di «crossmediale»: non relegare, cioè, la narrazione identitaria a un canale che rischia di perdersi in un’offerta tv ampia in cui sono rimasti in pochi a fare zapping sul digitale terrestre, ma ritagliare spazi di visibilità su RaiPlay e, soprattutto, assoldare influencer che possano rilanciare sui social quella stessa narrazione patriottica che sembra essere la mission del canale.
L’idea è di trasmettere, di programma in programma, un «mosaico» di persone, paesaggi, tradizioni e trasformazioni, con focus sui luoghi, sull’artigianato, l’impresa, il made in Italy. A metà tra il Day Time e l’Educational, i cluster immaginati vanno da «Vite in soggettiva» a «Ritorni, borghi, nuovi abitanti». Ma se Rossi evidenzia che «siamo i primi in Europa nel racconto del territorio» e che «questo nuovo canale esalterà la straordinaria ricchezza del nostro Paese con una proposta distintiva e fortemente riconoscibile», è il dem Ruotolo a ricordare che «la Rai non nasce per rafforzare il consenso di chi governa, ma per garantire pluralismo, indipendenza e informazione al servizio di tutti i cittadini».
Per l’esponente dem il nodo sta nei consensi in calo della premier: «La risposta è trasformare sempre di più la televisione pubblica in uno strumento di propaganda. E ora arriva perfino un canale identitario, apertamente sovranista, una scelta che tradisce la missione stessa del servizio pubblico».
Ruotolo si spinge a citare i volti che hanno reso grande la tv pubblica: «Se potessero vedere tutto questo, si rivolterebbero nelle loro tombe le grandi figure che hanno costruito la credibilità della Rai: Sergio Zavoli, Enzo Biagi e tanti altri professionisti che hanno fatto della televisione pubblica un presidio di democrazia, autonomia e libertà. La Rai – conclude il dem – dovrebbe unire il paese, non diventare la televisione del governo di turno».