Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  luglio 05 Domenica calendario

4 luglio, festa Usa divisa. Trump: minaccia comunista

 «Farò un discorso lunghissimo, per dimostrare che posso fare qualunque cosa», aveva preannunciato Donald Trump nonostante l’ondata di caldo oppressivo che si è abbattuta sul 250° anniversario dell’Indipendenza americana. «Sarà un compleanno indimenticabile».
Il caldo oltre i 37° C ha costretto a cancellare la parata annuale dell’Indipendenza a Washington, a ritardare l’ingresso nella grande fiera degli Stati dalle 4 del pomeriggio in poi e a spostare al chiuso le festività agli Archivi Nazionali, facendo infuriare chi aspettava da ore per ascoltare la lettura della Dichiarazione di indipendenza. Ma i festeggiamenti sono andati avanti e migliaia di persone si sono riversate sulla capitale, con vestiti pittoreschi, rossi bianchi e blu, con le parole della Costituzione stampate sopra, oppure frasi come «La libertà non è gratis» e «Non riesco a sentirti perché il suono della mia libertà è troppo forte». Festeggiavano la «nazione più grande della terra» e sollevavano la testa al passaggio dei caccia dell’aeronautica militare, ogni 15 minuti da pomeriggio a sera.
Un gigantesco palco nero e oro, simile all’arco di trionfo che Trump vuole costruire, aspettava il presidente, insieme a 850 mila fuochi d’artificio. Trump ha scritto su Truth: «Nonostante il caldo, che non è eccessivo come era stato previsto, le folle a Washington sono incredibili! L’amore per il nostro Paese non è mai stato così grande! Gli spettacoli aerei sono a un livello mai visto prima…!!! Ci vediamo alle 10 di stasera al Lincoln Memorial».
«Oggi celebriamo un’America che guarda al futuro senza paura», ha detto il vicepresidente JD Vance a bordo della USS Kearsarge a New York, per la parata Saith4th250, alla quale partecipava anche la nave Vespucci. «È tipicamente americano celebrare i 250 anni di storia americana sfilando con la potenza della nostra Marina e della nostra Aeronautica davanti al mondo intero».
È una festa in un’America divisa, e i sondaggi mostrano atteggiamenti diversi tra elettori repubblicani (più orgogliosi di questo momento storico) e democratici (che passeranno la giornata in famiglia e con gli amici), ma Vance ha insistito: «Tutti noi, democratici o repubblicani, qualunque sia l’orientamento politico, stiamo festeggiando. Sentirete un paio di voci, piccole ma rumorose, parlare ossessivamente non della nostra grandezza nazionale ma delle nostre imperfezioni. Parlano dei peccati dell’America con la rabbia e lo zelo di un predicatore infuocato, ma senza la grazia e il perdono della fede cristiana».
La sera prima, il 3 luglio, Trump ha pronunciato un discorso sull’eccezionalismo americano e sulla minaccia del comunismo, ai piedi del monte Rushmore: «Il comunismo è una minaccia mortale alla libertà americana». Nella notte ha insultato i democratici: «I dumbocrats (parola da lui coniata che unisce dumb, stupido, e democrats ndr) non sono mai felici». Nell’ultima settimana Trump ha definito ripetutamente «comunisti» il sindaco di New York Zohran Mamdani e due socialisti democratici che a novembre verranno eletti certamente al Congresso. Sotto lo sguardo di George Washington, Thomas Jefferson, Abraham Lincoln e Theodore Roosevelt scolpiti nel Monte, il presidente ha affermato che l’identità americana è sotto attacco: «C’è un risorgere della minaccia comunista nella nostra terra, anche da parte di nuovi arrivati che abbracciano idee totalmente opposte al nostro stile di vita». E ha aggiunto: «Coloro che mettono in giro bugie marxiste, che dicono ai nostri figli che viviamo su una terra rubata o che i nostri eroi erano oppressori attaccano non solo il nostro passato, ma il nostro futuro».
A Trump non dispiacerebbe vedere la sua faccia sul monte Rushmore. Ha pubblicato su Truth un rendering che la vede accanto a quella di Lincoln, un’immagine stampata anche sui biscotti distribuiti agli ospiti sull’Air Force One.