Corriere della Sera, 4 luglio 2026
Impatto dell’AI, così cambierà il lavoro in Ue
Un terzo della popola-zione europea è destinato molto presto ad avere più di 65 anni e la trasformazione demografica inevitabilmente avrà effetti profondi non solo sui costi previdenziali, ma sulla struttura stessa della società. Ne discute fra ieri e oggi un convegno orga-nizzato dalla Fondazione Giorgio Cini a Venezia dal titolo in sé emblematico: «La diseguaglianza nella longevità. Fattori, fragilità e risposte a una sfida sot-tovalutata». A progettare questo ciclo di approfon-dimenti (che continuerà) e animare i lavori in questi giorni è Daniele Franco, direttore scientifico della Fondazione ed ex ministro dell’Economia. L’evento raccoglie esperti da tutt’Europa e settori diversi: dagli economisti, agli esperti di intelligenza artificiale, agli studiosi dell’impatto del cambio climatico, ai gerontologi. Proprio l’AI è destinata ad avere un impatto sul mondo del lavoro, anche dei più anziani, con il quale restano da fare ancora i conti. Ne ha parlato ieri Keith Lee, dell’Istituto svizzero per l’intelligenza artificiale. Lee ha ricordato come il premio Nobel per l’Economia Daron Acemoglu preveda dall’AI un aumento medio di produttività dell’8%. «Ma questa è una media, in certi casi l’impatto sarà zero e in altri ci sarà chi farà da solo il lavoro di dieci o più persone». Gli effetti sull’occupazione di alcuni degli addetti più anziani, per cui è più difficile adat-tarsi – ha detto Lee – rischiano di essere molto seri.