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 2026  luglio 04 Sabato calendario

Il pilastro europeo della Nato: con il Canada 140 miliardi a Kiev

In ogni sede l’Europa ribadisce il proprio sostegno all’Ucraina, che sia l’adesione all’Ue o l’aiuto militare attraverso la Nato, che stanzia 140 miliardi per Kiev. È il filo rosso che unisce Cork – dove ieri il Collegio dei Commissari era in visita ufficiale per l’inizio della presidenza irlandese del Consiglio dell’Ue – ad Ankara, che ospiterà il vertice dell’Alleanza Atlantica a cui parteciperà anche il presidente Usa Donald Trump che continua ad attaccare gli alleati. Il timore è che la volubilità del capo della Casa Bianca faccia deragliare il summit.
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha respinto le accuse di Washington di «spese ridicole» per la difesa e ha detto che esporrà «con umiltà» le proprie ragioni al vertice in Turchia: «La Germania raddoppierà il suo bilancio della difesa entro quattro anni. Questo è il più grande sforzo che abbiamo mai fatto per rafforzare le nostre capacità di difesa». Merz ieri ha avuto un colloquio telefonico con Trump per i 250 anni della Dichiarazione di indipendenza e ha ribadito che la Germania è pronta ad assumere maggiori responsabilità per la sicurezza dell’area euro-atlantica, sottolineando che «la Nato diventerà più europea per poter rimanere transatlantica».
Il premier irlandese Micheál Martin, nella conferenza stampa insieme alla presidente della Commissione Ursula von der Leyen, ha ricordato che «il popolo ucraino merita una pace giusta e duratura» e ha confermato «l’impegno della presidenza irlandese a stare fermamente al fianco dell’Ucraina» e ad aiutare i Paesi che desiderano entrare nell’Ue «a progredire lungo il percorso verso l’adesione». Un ulteriore passo avanti è stato raggiunto a Bruxelles. Il gruppo di lavoro del Consiglio Ue sull’allargamento ha deciso di chiedere a Ucraina e Moldavia di presentare la propria posizione negoziale sul cluster 6 sulle relazioni esterne, avviando così l’iter che porterà alla sua apertura. Volodymyr Zelensky sperava nell’apertura di tutti i capitoli già in luglio e a favore si era detto il presidente del Consiglio europeo António Costa, ma nei giorni scorsi fonti Ue avevano spiegato che non era possibile. Anche la tempistica per l’apertura del capitolo 6 resta incerta. L’allargamento ha un significato geopolitico e il rafforzamento della difesa europea passa dalla cooperazione con Kiev: «Stiamo collaborando con l’Ucraina per costruire un partenariato industriale difensivo più strutturale con l’industria della difesa ucraina, in modo da poter trarre vantaggio dalla loro innovazione industriale nel settore della difesa e dalla loro esperienza sul campo di battaglia», ha detto von der Leyen.
Intanto la Nato, nella dichiarazione conclusiva del summit approvata ieri dagli ambasciatori dei 32 Paesi dell’Alleanza, inclusi gli Usa e che mercoledì dovrà essere siglata dai leader, ha confermato l’impegno a sostenere militarmente Kiev nel 2026 e nel 2027 con 70 miliardi all’anno, di cui 60 miliardi per il biennio provenienti dal prestito Ue mentre gli altri 80 saranno aiuti bilaterali. Se ne faranno però carico i Paesi europei e il Canada, non gli Usa. Roma avrebbe preferito un impegno solo per il 2026. Il documento rafforza anche l’impegno alla difesa collettiva, nonostante Trump l’abbia messa in discussione: «È assurdo che gli Stati Uniti continuino a seguire questa linea unilaterale – ha scritto su Truth – quando il rapporto non è reciproco. Loro non c’erano per noi!!!», dove «loro» sta per gli europei che non hanno sostenuto gli Usa nella guerra all’Iran.
Nella dichiarazione i leader spiegano che si sono riuniti ad Ankara «per riaffermare il nostro incrollabile impegno nei confronti della nostra difesa collettiva ai sensi dell’Articolo 5 del Trattato di Washington e del legame transatlantico. Un attacco contro uno è un attacco contro tutti». Trump ha più volte criticato i Paesi Nato di non investire abbastanza in difesa e di fare affidamento sugli Usa per la protezione dell’Europa. Ma la dichiarazione sottolinea che i membri europei e il Canada stanno rispettando l’impegno assunto al vertice dell’Aia dello scorso anno di aumentare la spesa per la difesa e che «lavorando insieme agli Usa, stanno assumendo una maggiore responsabilità per la difesa dell’Alleanza». Si è appreso ieri poi che il segretario alla Guerra americano, Pete Hegseth, aveva in progetto un ritiro massiccio delle truppe dall’Europa ma è stato frenato da Marco Rubio.