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 2026  luglio 03 Venerdì calendario

Ddl caccia: Forza Italia frena, in memoria di Silvio

Il ricordo, e le foto, di Silvio Berlusconi che salva cinque agnellini per la Pasqua del 2017 con tanto di allattamento è ancora vivo dentro Forza Italia. Fu annunciato come la svolta animalista di Silvio Berlusconi, rimasta anche con i vari cagnolini – Dudù e Dudina – che si alternavano a villa San Martino. Difficile far coincidere quella “sensibilità” per gli animali (così la descrivono oggi gli azzurri) con il disegno di legge sulla caccia che è stato approvato dal Senato dalla maggioranza di centrodestra ed è arrivato alla Camera per il secondo passaggio parlamentare.
Dunque in Forza Italia oggi è iniziato un travaglio. E una spaccatura profonda, anche etica. Ispirata, raccontano, da Arcore con la famiglia Berlusconi che non vede di buon occhio una legge che allarga le maglie delle aree dove sarà consentita l’attività venatoria, aumenta il numero delle specie che potranno essere cacciate e si darà libertà ai cacciatori di colpire la fauna selvatica, gli uccelli e gli ungulati.
La prima esponente della maggioranza a votare contro l’adozione del testo base della legge alla Camera è stata la deputata di Noi Moderati Michela Vittoria Brambilla – che nel 2017 era testimonial per salvare gli anelli dalla “strage” di Pasqua con Berlusconi – che ha parlato di “battaglia di civiltà” contro la caccia. Al Senato a dire “no” sono stati Mario Occhiuto e Michaela Biancofiore. Ma mentre il Quirinale e l’Unione europea hanno fatto sapere che valuteranno il contenuto della legge nel rispetto delle normative comunitarie, ora anche Forza Italia sta frenando sul testo approvato dal Senato.
A guidare la fronda sono i deputati più vicini alla famiglia Berlusconi: l’ex conduttrice Mediaset Rita dalla Chiesa ha firmato un appello trasversale per fermare il testo, ma buona parte del gruppo a Montecitorio ha posto dei dubbi rispetto ad alcune norme della legge. Chiedendo almeno di poterla modificare con emendamenti a Montecitorio. E Forza Italia potrà incidere visto che il relatore del provvedimento in commissione sarà l’azzurro Giovanni Arruzzolo. Serviranno tre mesi per l’approvazione, ma modificarla significherà tornare al Senato per un terzo passaggio rallentando di molto l’iter del provvedimento “sparatutto”. Di diverso avviso i parlamentari più vicini al segretario Antonio Tajani, come il responsabile Agricoltura e portavoce Raffaele Nevi, secondo cui la legge è stata chiesta espressamente dalla Coldiretti e da Confagricoltura secondo cui la fauna selvatica oggi produce un danno ungente alle coltivazioni.
Eppure, alla fine, Forza Italia, in nome di Berlusconi, interverrà per introdurre delle modifiche al disegno di legge. In questi giorni, infatti, le caselle di posta dei deputati azzurri sono piene di email delle associazioni animaliste (a partire dal Enpa e WWF) che stanno facendo appello a fermare il provvedimento. In alcuni casi, sulle pagine social, ci sono anche le foto dei senatori azzurri che hanno votato la legge a Palazzo Madama. Proteste a cui i berlusconiani sono sensibili e che ha convinto molti di loro a tirare il freno sulla legge.