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 2026  luglio 03 Venerdì calendario

Lite nel governo sulle poltrone di Fs

Come in un labirinto. Dopo la “cacciata” di Stefano Antonio Donnarumma,il governo si ingarbuglia sulla nuova cabina di comando di Fs. Litigi, diktat e veti: l’assetto fatica a prendere forma.
Se il nome di Gianpiero Strisciuglio per la poltrona di ad del gruppo sembra mettere d’accordo Lega e Fratelli d’Italia, lo stesso ragionamento non vale per le caselle delle controllate Rfi e Trenitalia, chiamate al rinnovo. Le questioni si incrociano tra di loro, dando forma allo stallo.
Al tavolo di maggioranza che si occupa delle nomine, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida è stato chiaro. Fratelli d’Italia chiede che il posto di Strisciuglio a Trenitalia, formalizzato il suo passaggio a Fs, vada a Sabrina De Filippis, che oggi guida Fs Logistix (azienda titolare, tra le altre cose, del trasporto delle merci). La manager sembra godere anche della stima di Arianna Meloni.
La condizione
Gli alleati, però, prendono tempo e intanto storcono il naso. I leghisti hanno in mente un altro schema: la guida di Trenitalia – pensano – dovrebbe andare a un interno della società stessa. Indicano così uno tra il direttore tecnico Domenico Scida e il capo dell’Alta velocità Simone Gorini.
Anche De Filippis è interna della galassia Ferrovie; ma l’esperienza in Fs Logistix non sembra assegnarle le credenziali per il salto in una controllata strategica come è Trenitalia.
L’ostinazione di Lollobrigida, uomo di punta di FdI, resta forte. Alcuni partecipanti al tavolo raccontano che la designazione di De Filippis è posta dallo stesso ministro come condizione per il via libera alla scalata di Strisciuglio a Fs.
L’effetto domino
Per rendere stringente il suo diktat, Lollobrigida avrebbe minacciato di usare lo strumento in grado di fermare l’intera partita delle nomine e di congelare finanche la scelta di Strisciuglio come ad. Perché la partita inizi davvero servono le dimissioni del presidente dell’attuale Cda (Tommaso Tanzilli, che è in quota Fratelli d’Italia, il partito di Lollobrigida).
Il passo indietro del presidente Tanzilli sancirebbe la paralisi totale dell’azienda ferroviaria, orfana già dell’ad Donnarumma. Preso atto dello stallo anche in Cda, il ministero dell’Economia – azionista unico di Fs – si farebbe carico di rimettere i cocci insieme, in due mosse: convocazione dell’assemblea dei soci ed immediata elezione di un nuovo consiglio di amministrazione, legittimato ad operare e con 7 membri.
A quel punto spetterebbe al nuovo Cda nominare Strisciuglio come amministratore delegato di Fs. Con effetto domino, il nuovo ad avvierebbe la tornata delle nomine nelle controllate (a partire da Rfi e Trenitalia). A ieri sera, però, il ministero dell’Economia non aveva ancora messo in calendario l’assemblea dei soci, nonostante si rincorrano voci di una convocazione tra oggi e lunedì.
L’investitura
In una situazione ancora incerta, Strisciuglio sembra più vicino alla poltrona di ad (anche se Dario Lo Bosco, ad di Fs Engineering, ha un curriculum solido). L’incontro di martedì tra lo stesso Strisciuglio e il ministro dei Trasporti Matteo Salvini suona come una formale investitura.
I legali di Fs, inoltre, hanno garantito che Strisciuglio non rischia di decadere una volta nominato ad. Per l’incidente di Brandizzo, il manager è indagato. Ma se venisse rinviato a giudizio, non sarebbe obbligato a lasciare.
Lo Statuto del Gruppo Fs (articolo 10.6) stabilisce che la decadenza scatta per una serie specifica di reati, dai delitti contro la Pubblica amministrazione alla criminalità organizzata. Questi reati non rientrano tra quelli che saranno eventualmente contestati a Strisciuglio, in caso di rinvio a giudizio.