corriere.it, 3 luglio 2026
Identificata l’ucraina sospettata per l’attentato a Monaco
La persona ripresa della videocamera di sorveglianza pochi istanti prima di posare la bomba esplosa lunedì sera a Montecarlo sarebbe una donna, secondo fonti vicine alle indagini che hanno confermato un’informazione del Figaro. La procura di Monaco ha emesso un mandato d’arresto, notificato ieri sera all’Interpol. La stessa Interpol, nella mattinata di venerdì ha diffuso il nome della ricercata: si tratta della trentanovenne Anastasia Berezovska. La nota aggiunge che la donna ha capelli castani e che è riconoscibilke anche per un tatuaggio raffigurante un serpente sul braccio destro. Pantaloni chiari, gilet e cappello scuro: si pensava fosse un uomo ma invece sarebbe una ucraina residente in Germania. Fonti investigative affermano che la donna, al volante di un’auto con targa tedesca è entrata in Italia dalla frontiera di Ventimiglia per poi proseguire verso la Svizzera. Da qui sarebbe rientrata in Germania. La polizia tedesca ha perquisito nella mattinata di venerdì la casa dove Berezovska sarebbe domiciliata.
Secondo diverse testimonianze concordanti la donna avrebbe compiuto diversi sopralluoghi nei giorni e nelle ore precedenti l’attentato davanti alla casa dell’oligarca 58enne di origine ucraina, naturalizzato cipriota, Vadim Ermolaev, rimasto gravemente ferito ma ormai fuori pericolo come il figlio tredicenne, ustionato e sbalzato per oltre 15 metri dall’esplosione. Resta invece in prognosi riservata la compagna dell’oligarca e madre del ragazzo, Anna Nasobina, 46 anni, che ha posato il piede proprio accanto allo zaino un istante prima che esplodesse e che è stata amputata delle due gambe all’ospedale Pasteur di Nizza.
L’attentatrice si è allontanata dal luogo dell’esplosione, in rue Révérend-Père-Louis-Frolla, passando per Beausoleil, la località distante poche centinaia di metri in territorio francese, e secondo fonti dell’inchiesta potrebbe poi essere entrata in Italia.
La bomba ha provocato ferite molto gravi perché le tre vittime si sono trovate a pochi centimetri dall’esplosione, ma forse i danni sono stati superiori alle intenzioni perché l’ordigno era di piccola taglia e probabilmente confezionato non per uccidere ma per dare un avvertimento a Ermolaev. La pista privilegiata è un’azione dei servizi segreti ucraini per dare un segnale a tutti gli esiliati come Ermolaev, vicini al nemico russo, che non possono considerarsi al riparo neanche in Costa Azzurra e in particolare nella sua località più sorvegliata e sicura, il principato di Monaco.
Nel dicembre 2023 Ermolaev è stato colpito dalle sanzioni decise dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky per punire i suoi affari con la Russia tramite il territorio occupato della Crimea, dove l’oligarca ha fondato l’azienda Alef che commercia in vini e alcolici.
Ma resta in piedi anche l’ipotesi di un regolamento di conti legato alla truffa dei call center architettata dalla famiglia Ermolaev, o allo scandalo della banca estone Versobank, di proprietà degli Ermolaev, chiusa per riciclaggio.