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 2026  luglio 03 Venerdì calendario

La festa del 4 luglio all’ambasciata Usa a Roma

L’assenza di Giorgia Meloni dal ricevimento di ieri in Villa Taverna non toglie nulla al messaggio che il governo italiano ha voluto dare: gli screzi delle settimane scorse tra Donald Trump e la presidente del Consiglio dovrebbero rimanere nel passato, non riprodursi. Soltanto svanire.
Che per raggiungere il palco i vicepresidenti del Consiglio Antonio Tajani, Matteo Salvini e il ministro della Difesa Guido Crosetto scortassero nei vialetti della villa l’ambasciatore Tilman Fertitta come giocatori di calcio della stessa squadra non è stata scelta ordinaria. Così invece sotto i riflettori è avvenuto. Musica festante accentuava un clima da premiazione sportiva. A vedere la scena non si sarebbe detto che in giugno il ministro degli Esteri Tajani avesse cancellato dall’agenda una visita negli Stati Uniti dopo che Trump aveva attribuito a Meloni di avergli chiesto una foto insieme. Né che sugli aerei statunitensi mandati a bombardare l’Iran il presidente degli Usa avesse accusato la premier: «Non ci ha nemmeno concesso di utilizzare le piste di atterraggio o di decollo italiane, causando un notevole disagio logistico, nonostante gli Stati Uniti contribuiscano con centinaia di miliardi di dollari all’anno alla difesa dell’Italia».
Fertitta, a fianco del presidente del Senato Ignazio La Russa e ai due vicepresidenti del Consiglio, al microfono di villa Taverna ha rasentato la sviolinata: «L’Italia è un partner fidato e amico, e i nostri collegamenti crescono ogni giorno. Noi crediamo che i nostri legami con gli alleati, come l’Italia, siano la pietra angolare della forza e della leadership americana. Ecco perché sono così onorato di avere grandi amici dal governo italiano con noi stasera».
È da vedere se Trump ricorrerà a toni analoghi quando ad Ankara, martedì e mercoledì prossimi, incontrerà Meloni tra gli altri 31 capi di Stato e di governo degli Stati membri della Nato. Si esamineranno di nuovo gli obiettivi indicati da Washington per le spese nella Difesa da portare al 5% del prodotto interno lordo. Pur rivolgendo a tutti i rappresentanti dell’Italia «un caloroso saluto» con parole di elogio, è a uno solo che l’ambasciatore Fertitta ha riservato un riconoscimento particolare: «Ministro Crosetto, sei stato un vero amico, mio e degli Stati Uniti. Sull’importanza dell’investire nella nostra sicurezza futura sei stato un vero leader in Europa facendo crescere il profondo partenariato tra Usa e Italia». Tutti amici, in sostanza, ma il ministro che insiste per aumentare le spese nella Difesa lo è più degli altri.
«L’amicizia con gli Stati Uniti è più forte di ogni polemica», ha sostenuto Tajani. «C’è con lo spirito», ha detto di Giorgia Meloni il presidente del Senato non andando molto lontano dal vero. La Russa lo ha fatto presente rivendicando «pari dignità» e sottolineando la «reciproca volontà dei governi di fare prima di tutto l’interesse della propria nazione», ma anche salutando dal palco «la sorella del mio premier», ossia Arianna. Come a dire: scusate se per salvare le apparenze non abbiamo potuto far proprio finta di niente, comunque anche la famiglia Meloni è rappresentata. «Essere qui è una scelta di campo», ha affermato Salvini cercando invece di evidenziare ulteriormente la propria presenza.
Scampoli di cronaca rosa, forse, più che passi storici della diplomazia. A margine Fertitta ha ricordato che tra Trump e Meloni il rapporto è «di lunga data». La spettacolarità dello scontro delle settimane scorse ha sorpreso un po’ tutti. La destra italiana non era abituata a vedere in Trump un rivale e forse c’è ancora da capire quali siano stati i veri motivi degli attacchi del presidente degli Usa al governo italiano. Le relazioni tradizionali nel frattempo vanno avanti. Due sere fa, nella sede del Comando della Squadra navale a La Storta, durante il festeggiamento annuale con il personale l’ammiraglio Aurelio De Carolis ha dato la parola al suo omologo statunitense nel Mediterraneo, Jeffrey Anderson, comandante della Sesta Flotta. Anderson ha fatto i complimenti alla Marina come se non ci fossero state le recenti frizioni. In platea, il capo di Stato Maggiore Giuseppe Berutti Bergotto.
Dietro la diplomazia da spettacolo di villa Taverna rimane, per esempio, ciò che una guida per i potenziali investitori nel nostro Paese spiega dal sito Internet dell’ambasciata americana: Meloni è «presidente del Consiglio efficace», ma nell’interscambio l’Italia esporta più di quanto importa. Alle imprese si consiglia di «essere pronte a navigare nel complesso paesaggio normativo italiano» e che «malgrado timori di sicurezza» acquirenti italiani «continuano a comprare tecnologie digitali da inaffidabili venditori cinesi». È nelle pieghe di questi chiaroscuri che occorrerà vedere quanto è effettiva la ricucitura degli scontri verbali di giugno.