corriere.it, 1 luglio 2026
L’Onu: «Le capacità dei modelli Ia superano la comprensione scientifica e la capacità dei governi»
Con le attuali misure di sicurezza l’Europa non riesce a stare al passo con la crescita dell’intelligenza artificiale. A mettere in guardia le istituzioni del nostro continente è l’Independent International Scientific Panel on AI, il gruppo di esperti e scienziati dell’Onu nato per colmare il divario di conoscenze sull’AI e valutare l’impatto della tecnologia sull’economia e la società.
Il Panel ha pubblicato il Preliminary Report: un rapporto nel quale viene presentata la prima valutazione scientifica globale e indipendente delle opportunità, dei rischi e degli impatti dell’intelligenza artificiale. Si tratta di un lavoro preliminare, che fornisce la base di dati per informare la politica globale in vista di un successivo rapporto completo, la cui pubblicazione è prevista per il 2027.
I rischi dell’AI
Dal report emerge chiaramente che le capacità dell’AI stanno evolvendo più rapidamente rispetto alle capacità di misurarle o gestirle. I governi si trovano ad avere a che fare con una tecnologia che evolve estremamente rapidamente, capace di gestire compiti sempre più complessi, molto più veloce dei processi necessari a regolarla.
A ciò si aggiunge anche un ulteriore elemento di complessità: fattori determinanti per l’AI come la potenza di calcolo, capacità di dati e ingegneristiche sono concentrate in un numero limitato di Paesi e aziende. Affinché l’AI sia utile è invece necessario che essa si adatti al contesto locale, in settori come la sanità, l’istruzione, la sicurezza alimentare, la produttività economica. Per gli esperti infatti l’AI può ampliare le capacità umane per esempio attraverso un’istruzione personalizzata, strumenti per la salute mentale e tecnologie assistive.
La sfida cruciale: la capacità di governare l’AI
In occasione della pubblicazione, Yoshua Bengio, co-chair, Independent International Scientific Panel on Artificial Intelligence, ha affermato: «Le capacità dell’AI stanno superando sia la comprensione scientifica sia la capacità dei governi di adattarsi. Con l’aumentare delle prove relative a comportamenti ingannevoli da parte dell’IA, la scienza non è attualmente in grado di garantire che, man mano che le capacità continuano ad aumentare, l’AI non causi danni catastrofici, sia autonomamente sia a causa di utenti malintenzionati. Per agire in modo efficace, i responsabili politici a livello globale devono comprendere questi sistemi».
Per il gruppo di esperti è fondamentale che i responsabili politici globali abbiano le prove scientifiche necessarie per governare l’intelligenza artificiale efficacemente. Sono poi necessari investimenti mirati e politiche volte a incentivare un accesso equo e premiare l’innovazione, prevenendo lo sfruttamento delle popolazioni vulnerabili, evitando la sostituzione delle competenze e la dipendenza psicologica.
Gestire l’AI sfruttando i vantaggi e attenuando i rischi
Secondo il report, per sfruttare pienamente i vantaggi dell’AI riducendo al minimo i rischi, è centrale attuare una buona governance. Per questo servono investimenti complementari in competenze, flussi di lavoro, infrastrutture e istituzioni del mercato del lavoro, affinché la tecnologia possa creare nuovi posti di lavoro. Laddove mancano questi investimenti, l’intelligenza artificiale rischia di accentuare le disuguaglianze, e sostituire i lavoratori anziché creare nuovi posti di lavoro. Ciò considerando anche che più del 60% dei posti di lavoro creati nel 2018 rispetto al 1945 sono nuovi.
Il gruppo dell’Onu
Del gruppo scientifico internazionale fanno parte 40 membri, scienziati ed esperti di spicco con un mandato triennale. Tra loro figura anche l’italiano Silvio Savarese, informatico italiano che insegna a Stanford. Un precedente comitato di esperti sull’intelligenza artificiale, operativo fino al 2024, aveva visto la partecipazione di 39 membri tra cui Paolo Benanti, studioso di etica della tecnologia e docente della Pontificia università Gregoriana.
Per garantire l’indipendenza dell’organismo, ciascun membro opera a titolo personale, indipendente da qualsiasi governo, azienda o istituzione. I risultati del rapporto verranno presentati ai governi in occasione della conferenza UN Global Dialogue on AI Governance che si terrà a Ginevra il 6 e 7 luglio.
Il rapporto preliminare, intitolato Preliminary Report of the Independent International Scientific Panel on AI: Evidence based assessment of opportunities, risks and impacts of AI, è il primo risultato dell’organismo scientifico, che pubblicherà ulteriori aggiornamenti periodici, seguendo le evoluzioni dell’intelligenza artificiale, al fine di fornire ai responsabili politici e al pubblico valutazioni aggiornate sullo stato dell’arte scientifico.