Corriere della Sera, 2 luglio 2026
Balotelli star a New York con
«Why always me?» ha sorriso il primo cittadino della Grande Mela, che con Super Mario ha qualcosa in comune, pur essendo agli antipodi per formazione e professione: entrambi di origine africana, ugandese Mamdani e ghanese Balotelli, hanno dovuto dimostrare le proprie qualità di ragazzi prodigio e battere i pregiudizi nel Paese in cui sono cresciuti. Gli Stati Uniti per il politico, l’Italia per il calciatore.
Mamdani, appassionato di calcio, tifoso dell’Arsenal e della Nazionale del Ghana, lo aveva definito «uno dei più grandi attaccanti internazionali della storia recente». Balo lo aveva ringraziato sfidandolo in una partitella che si è disputata nei giorni scorsi nel giardino di Gracie Mansion, la residenza ufficiale del sindaco, a scopo benefico, insieme anche ad alcuni studenti.
Secondo i media ghanesi, i due hanno seguito insieme una partita del Mondiale, in casa. Al termine dell’incontro, l’ex attaccante del City e del Milan, accompagnato dal fratello Enoch, che potrebbe seguirlo nell’avventura a Dubai, dove Mario ha conosciuto la nuova fidanzata, ha consegnato a Mamdani una maglia del Ghana personalizzata con il suo nome. «Grazie di tutto, il calcio unisce, è stato un piacere» ha scritto il giocatore ora quasi 36enne sui social, prima di tornare in Italia, a Brescia. Nella città lombarda è cresciuto e ha sempre vissuto, vicino alla mamma adottiva, la signora Silvia.
«Why always me?» intanto sta per compiere 15 anni. Balotelli mostrò la maglia in polemica contro i tabloid britannici il 23 ottobre 2011, durante il derby di Premier vinto 6-1 dal suo Manchester City contro lo United all’Old Trafford. A suo dire, la stampa trasformava ogni piccolo errore in un caso. Chissà chi aveva ragione. Ad ogni modo la t-shirt è entrata nella memoria collettiva. Fuoriclasse o meno, Super Mario è ancora qui.